Ufo nel cielo sopra Santa Barbara? Lo scatto
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Un nostro lettore ci ha inviato una sequenza di scatti realizzati giovedì pomeriggio. In una delle immagini compaiono tre forme geometriche non identificate nel cielo sopra il quartiere viterbese.

VITERBO – Il cielo di Viterbo, lo scorso giovedì pomeriggio, è stato protagonista di uno spettacolo meteorologico raro e affascinante: il fenomeno delle nubi mammatus (o mammatocumuli), quelle caratteristiche formazioni a forma di “sacco” che spesso precedono o seguono fenomeni temporaleschi violenti, regalando al paesaggio un aspetto quasi surreale.

Proprio mentre i cittadini, col naso all’insù, immortalavano lo spettacolo, un nostro lettore si trovava nel quartiere di Santa Barbara con il suo smartphone. L’obiettivo era catturare la maestosità di quelle nuvole, ma guardando gli scatti poi, si è accorto di qualcosa di anomalo.

La sequenza e l’anomalia

Il lettore ci ha inviato la sequenza completa dei suoi scatti. Si tratta di una serie di foto scattate a pochi secondi di distanza l’una dall’altra. Mentre la prima e la terza inquadratura mostrano solo il cielo plumbeo e le nubi inconfondibili, nella foto centrale appaiono tre oggetti di difficile interpretazione.

Si tratta di forme che sembrano librarsi in alto, sopra il profilo degli edifici di Santa Barbara. Non sono uccelli, non sembrano droni né aerei di linea. La loro disposizione – quasi una formazione triangolare – e la nitidezza del profilo rispetto alla trama sfocata delle nubi sullo sfondo hanno subito sollevato interrogativi.

Suggestione o mistero?
“Ho scattato le foto in rapida successione – ci racconta il lettore – e mi sono accorto solo in un secondo momento di quegli oggetti. Non saprei dire cosa siano, ma non sembravano oggetti comuni nel cielo”.

Come sempre accade in questi casi, la prudenza è d’obbligo. Potrebbe trattarsi di un effetto ottico causato dal contrasto tra la particolare conformazione delle nubi e la luce del tardo pomeriggio? Un riflesso sulla lente, un difetto del sensore o, forse, qualcosa di più affascinante che per un istante ha solcato l’atmosfera viterbese?

 

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Sette vite spezzate in un lampo di fuoco e polvere.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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