
Spor: Treta sì, Treta no. Sullo sfondo un nuovo rimpasto e il malumore del consigliere della Civica per i diritti. I veti del Partito Democratico sul consigliere di Moderati e Riformisti non sono uno novità (ne avevamo parlato già qui), ma le lungaggini della sua nomina a delegato allo sport del Comune di Viterbo portano alla luce le nuove difficoltà della maggioranza, ancora alle prese con la gestione del potere, più che con la gestione del territorio. Dopo i vari cambi di assessori e casacca, oggi la maggioranza Michelini rischia un nuovo stop a causa di una vicenda surreale. L’ex presidente del Coni Livio Treta non ha mai nascosto la volontà di assumere il ruolo di delegato allo Sport, anche se ultimamente aveva chiesto di accelerare sulla pratica perché poi sarebbe diventato inutile (qui).
Il sindaco Michelini, nonostante manifesti sicurezza e dica che la sua scelta arriverà al momento giusto, dopo le prime conferme ora tentenna. Ieri, in Consiglio comunale, dopo aver dichiarato (qui) che la decisione non fosse in dubbio, ha spiegato chiaramente che invece lo è eccome. “Ci sono tre possibilità. Posso tenere la delega, posso darla ad un assessore o darla ad un consigliere”. Insomma, tutto è possibile, ma quel che preme a Michelini ora è tenere sotto il tappeto la polvere, anche per paura di una dura presa di posizione di Livio Treta, già assente in Consiglio comunale ieri, ma anche la scorsa settimana. Una sua assenza prolungata potrebbe essere un casino per la maggioranza, già in difficoltà a mantenere il numero legale.
A non volere la sua nomina sarebbe il Partito Democratico, o almeno in parte. Sia gli ex dissidenti, che forse parte dei fioroniani. In fondo perché considerano che le fazioni civiche diventerebber sovra-rappresentate rispetto al Pd. Sullo sfondo la possibilità di un nuovo rimpasto interno all’area democratica. Qualcuno in fondo vorrebbe, e anche questa non è una novità, far fuori gli assessori più deboli.


















