Tutti gli ultimatum disattesi di Capitoni e Ncd a Meroi
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Questi ultimatum sono da ritenersi credibili? E se cadesse davvero questa amministrazione provinciale dispiacerebbe a qualcuno? L'unica cosa certa, secondo me, è che la provincia di Viterbo ancora una volta si dimostra un pessimo spot per la politica.

«O Meroi ci ascolta “entro mezzanotte, entro domani, entro ieri, entro la prossima settimana” o lasciamo la maggioranza». Aut aut lanciato, aut aut rimangiato. In settimana scade l’ennesimo ultimatum (siamo almeno al terzo in poche settimane) del Nuovo Centrodestra viterbese e del suo capogruppo in consiglio provinciale Bruno Capitoni al presidente Marcello Meroi reo di aver nominato una giunta tecnica invisa al maggior partito della coalizione che lo sostiene: il Nuovo Centrodestra.

Gli alfaniani hanno infatti 6 consiglieri, su una maggioranza che ne conta in totale 13. Non pochi. È evidente che una eventuale uscita dalla coalizione da parte di Ncd ucciderebbe definitivamente l’amministrazione provinciale, ma ormai questi ultimatum sono da ritenersi credibili? E se cadesse davvero questa amministrazione provinciale dispiacerebbe a qualcuno?

L’unica cosa certa, secondo me, è che la provincia di Viterbo ancora una volta si dimostra un pessimo spot per la politica.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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