
VITERBO – Turisti in aumento nel capoluogo della Tuscia. Dopo una primavera importante dal punto di vista delle presenze in città anche l’estate conferma un trend di crescita. La fotografia può essere scattata solamente andando a considerare i numeri di quelli che sono “registratori” di dati significativi.
Sicuramente importante, al fine di capire come sta andando la situazione, è il numero di accessi a Palazzo Papale. Difficilmente infatti un turista in visita nella città dei papi non accede ai luoghi del primo conclave della storia. Il luglio del 2023 ha fatto registrare 4098 accessi. In era pre Covid, luglio 2019, si era arrivati a 2794 accessi.
Il fatto nuovo rispetto a quell’anno è la realizzazione del Viterbo pass, card turistica che permette l’accesso a Palazzo Papale, Palazzo dei Priori, Teatro Unione, Museo della Ceramica, Museo Civico e Museo del Sodalizio. Ma è chiaro che il palazzo dei papi ha sempre svolto e continua a farlo la parte del leone. Quindi vedere quante persone sono entrare nello stesso mese in differenti anni nell’attrattore è un dato importante per capire l’andamento turistico.
C’è da considerare che questi dati raccontano le presenze turistiche a Viterbo di ogni tipo: dai giornalieri a chi dorme sul territorio. E proprio sul fronte della permanenza i titolari delle strutture ricettive lamentano oggi una contrazione di presenze rispetto al dato precedente. Una contrazione sicuramente vera ma che va inquadrata anche mettendo sul tavolo un numero: nel 2023 hanno aperto 130 nuovi B&B. Su un totale di circa 300 esistenti è chiaro che hanno determinato una ridistribuzione dei flussi. Più che meno mercato turistico il problema andrebbe inquadrato alla luce di un aumento dell’offerta. Offerta che comunque complessivamente mette a disposizione circa 1.500 camere, non proprio numeri da città turistica.
I dati dicono anche che sono in aumento gli stranieri che costituiscono una percentuale pari al 20% dell’intero flusso turistico. Così come diminuiscono gli italiani, fatto del tutto naturale con la fine delle restrizioni Covid. I numeri e la loro corretta valutazione non dipingono affatto un capoluogo della Tuscia al collasso turistico, affermazione che risulta essere priva di fondamento e falsa se si esce dal sentito dire e dalle analisi alla buona commissionate “a mio cugggino”.
Piuttosto ci troviamo davanti un territorio che non esprime il proprio potenziale ma su cui sarebbe necessario investire molto per accelerare un fenomeno economico, quello dello sviluppo turistico, che comunque si sta delineando.


















