
Ex dissidente proprio no e se deve sarà il dissidente tra i dissidenti. Arduino Troili mandata giù la decisione del gruppo dei sette consiglieri Pd, che avevano tolto la fiducia al sindaco Leonardo Michelini lo scorso 19 dicembre, di tornare in Consiglio comunale a partire dal prossimo appuntamento del 26 febbraio, non cambia la posizione e annuncia che lui rimarrà a casa.
“Ivi sgabel nun v’è – ha detto a Sbottonati – La sedia io non c’è l’ho, l’ho bruciata e non posso tornare. Se me ne danno una nuova? Mi dispiace sto male e devo curarmi e non possono andare in Consiglio comunale”. Insomma più chiaro di così non può essere. Troili però non si dice deluso o arrabbiato, se non con se stesso “per aver fallito e non essere riuscito a portare risultati per Bagnaia”, anche perché “non è finito niente, aspettate e vedrete”. Che cosa? Difficile saperlo.
Troili lascia intendere ad una strategia? Non si sa bene, ma anche leggendo tra le righe delle dichiarazioni rilasciate a Sbottonati dal capogruppo Francesco Serra, sembra possibile un colpo che esca fuori dal cilindro (le potete leggere qui). “Il problema – ha concluso poi Troili – è nelle mani del Sindaco che non ha la maggioranza. Deve prenderne atto e fare i passi conseguenti. Lui però dice che non si dimette e rimette il mandato nelle mani di santa Rita da Cascia, la santa dei miracoli impossibili”.
Quanto al notaio è chiaro che “non ci andiamo più, perché qualcuno di noi ha problemi e ha paura di essere cacciato dal partito. Io non ho questi problemi.Comunque non è finito niente, aspettate e vedrete”.


















