
VITERBO – E’ tutto pronto per la nuova edizione dell’Half Marathon, la grande manifestazione podistica (ma soprattutto culturale, sociale e antropologica) che apre i battenti in città per concludersi domenica con l’attesa invasione di oltre duemila podisti pronti a darsi battaglia lungo i 21 chilometri della classica mezza maratona FIDAL, della staffetta e della camminata inclusiva Run For All.
Ma facciamo un passo indietro, o meglio, fermiamoci al venerdì mattina. Perché l’apertura ufficiale del Villaggio europeo in Piazza dei Caduti – inaugurato dalle note di Musicultura, dalla caccia al tesoro degli studenti e dalle visite all’Europa Experience – porta con sé una solennità che, a confronto, la proclamazione di un dogma parrà una chiacchiera da bar.
C’è la Vicepresidente del Parlamento europeo, il Prefetto, la Sindaca, consiglieri regionali e provinciali, questori, generali, presidenti delle bocciofile e pure i Facchini di Santa Rosa in carne e ossa. E non mancano i ragazzi delle scuole, poveri cristi, arruolati a declamare Pindaro e Papa Leone XIV mentre sventolano le stelle d’Europa che brillano anche di giorno nel cielo della Tuscia.
Si parla di tutto, badate bene. Si discute di intelligenza artificiale nello sport – dove uno pensa che il computer debba correre i diecimila metri al posto tuo, e invece serve a calcolare le calorie del tortellino –, di paralimpiadi, di inclusione, di sostenibilità ecologica, di agricoltura, di turismo, di poesia e persino di salute mentale. A sentire tutti questi luminari, professori e content creator (che Dio li perdoni e li raddrizzi), viene quasi il sospetto che l’uomo moderno, per camminare dritto, abbia bisogno di un libretto d’istruzioni spesso come la Bibbia.
Nel frattempo, però, la città si muove e suda sodo. In Piazza della Repubblica ci sono i tutor di Sport e Salute che insegnano il pickleball – che nessuno sa bene cosa sia, ma suona maledettamente importante –, il volley, il basket e i tatami, dove uno rischia di farsi venire un coccolone solo a guardarli. A Piazza Verdi, nel Villaggio della Salute, i medici misurano la pressione alla gente perbene, la quale scopre con orrore che la colpa della glicemia alta non è del vino buono della cantina, ma della sedentarietà.
Tra convegni fiume, stand gastronomici, musica e dibattiti sull’asse dello sviluppo territoriale, la macchina è in moto. Sabato si continua a pedalare, correre e riflettere, ma l’appuntamento clou resta fissato per domenica mattina, quando i cronometri partiranno e la fatica spazzerà via le parole, lasciando spazio solo al battito dei cuori e all’asfalto della Città dei Papi.
Il cuore pulsante di questa vigilia si articola in ben tre distinti villaggi tematici che trasformano il centro storico in un vivace crocevia di sport, cultura e salute.
Il Villaggio Europeo in Piazza dei Caduti: inaugurato con una solennità che a confronto la proclamazione di un dogma parrà una chiacchiera da bar – tra la Vicepresidente del Parlamento europeo, il Prefetto, la Sindaca, generali, autorità e i Facchini di Santa Rosa – ospita incontri e dibattiti a tutto campo. Si parla di intelligenza artificiale nello sport (che serve a calcolare le calorie del tortellino anziché correre per noi), di paralimpiadi, inclusione, sostenibilità, poesia e salute mentale. Il tutto accompagnato dalle note di Musicultura, dalla caccia al tesoro degli studenti e dalle visite all’Europa Experience.
Il Villaggio Sport e Salute in Piazza della Repubblica: qui la città suda sodo. Ci sono i tutor che insegnano il pickleball (che nessuno sa bene cosa sia, ma suona maledettamente importante), campi di volley, di basket e tatami dove uno rischia di farsi venire un coccolone solo a guardarli.
Il Villaggio della Salute in Piazza Verdi: uno spazio dedicato al benessere dove i medici misurano la pressione alla gente perbene, la quale scopre con orrore che la colpa della glicemia alta non è del vino buono della cantina, ma della sedentarietà.


















