Tre auto distrutte dalle fiamme in due giorni nel capoluogo
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VITERBO - Sono intervenute anche le forze dell'ordine. Si sta lavorando per ricostruire e dare una spiegazione a quanto accaduto. 

VITERBO – Tre auto distrutte dalle fiamme nel capoluogo, più altre due rovinate nella stessa situazione. Questo quanto accaduto nelle ultime 48 ore in città, tra il centro storico e il quartiere della Grotticella. Due episodi distinti, il tutto a poche centinaia di metri di distanza.

Il primo fatto, martedì pomeriggio, in via Tommaso Carletti, vicino al liceo classico Buratti. Qui le fiamme sono partite da una Mini e hanno interessato in maniera importante, distruggendola, anche una Smart. Quindi altri due mezzi sono stati interessati in maniera minore. 

Nella giornata di mercoledì l’incendio di un nuovo mezzo parcheggiato alla Grotticella. In entrambi i casi sono prontamente intervenuti i vigili del fuoco che hanno evitato la propagazione dell’incendio ad altri mezzi. Tanta paura tra i residenti e passanti. 

Sono intervenute anche le forze dell’ordine. Si sta lavorando per ricostruire e dare una spiegazione a quanto accaduto. 

Purtroppo in passato altri incendi hanno interessato mezzi parcheggiati in varie aree del capoluogo.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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