
VITERBO – A non conoscere le cose si rischia di fare più danni di un elefante in una cristalleria. Quanto sta accadendo in questi giorni nella città di Viterbo ci ha richiamato alla mente il saggio di Carlo Cipolla sulla stupidità. Siamo quindi andati a rivedere le cinque leggi da lui formulate che riteniamo utile e interessante riportare nella loro interezza:
Prima legge: Sempre e inevitabilmente ognuno di noi sottovaluta il numero degli individui stupidi in circolazione.
Seconda legge: La probabilità che una certa persona sia stupida è indipendente da qualsiasi altra caratteristica della stessa persona.
Terza (ed aurea) legge: Una persona stupida è chi causa un danno ad un’altra persona o gruppo di persone senza nel contempo realizzare alcun vantaggio per sé o addirittura subendo una perdita.
Quarta legge: Le persone non stupide sottovalutano sempre il potenziale nocivo delle persone stupide. Dimenticano costantemente che in qualsiasi momento, e in qualsiasi circostanza, trattare e/o associarsi con individui stupidi si dimostra infallibilmente un costosissimo errore.
Quinta legge: La persona stupida è il tipo di persona più pericolosa che esista.
La stupidità di un certo fuoco incrociato sul Sodalizio, come reazione alla protesta attivata da Sandro Rossi e dai suoi, sta assumendo contorni imbarazzanti. Divampa sui social, dove addirittura un consigliere comunale non resiste alla tentazione di dire la sua urbi et orbi. Confidando negli orbi al punto da rimuovere dopo poco il post con cui ricorda a Rossi che “non comanda un cazzo”, accusa il Sodalizio di “essere una lobby” e alla fine incita a Santa Rosa. Un mix di sacro e profano che in bocca a un consigliere comunale diventa veleno per l’intera città e su cui confidiamo si possa rimediare con un gesto di dignità (leggasi dimissioni) da parte dello stesso Marinetti.
Come abbiamo già avuto modo di dire su questo giornale la protesta del Sodalizio non è vana, anzi. E’ funzionale a scongiurare che Viterbo imbocchi una pericolosa strada con meta finale il perdere il titolo Unesco ottenuto con il progetto della Rete delle Macchine a Spalla. Forse pochi sanno o hanno memoria buona per ricordare un aspetto centrale: il dossier di candidatura ha come firmatario per Viterbo il Sodalizio. Più nel dettaglio c’è la firma del presidente Massimo Mecarini.
Ecco perché proprio da lì, dal Sodalizio, è partita un’azione di tutela della tradizione inascoltata in diversi tavoli e resa pubblica ed evidente nelle parole pronunciate da Rossi al Teatro Unione e poi rimarcata con una serie di azioni durante il passaggio di Gloria. Il Sodalizio è la comunità rappresentativa di Viterbo all’interno della Rete delle Grandi Macchine a Spalla e forse per questo l’unica realtà cittadina ad avere capito il senso e il peso del titolo Unesco. Purtroppo a Palazzo dei Priori, lo possiamo scrivere candidamente, ci hanno capito sempre poco e infatti non hanno mai mosso un dito o comunque quasi niente.
Il tema della presenza della gente non è un capriccio dei Facchini ma un requisito della tradizione che è tra l’altro alla base del riconoscimento a Patrimonio dell’Umanità. Ora andare a creare problemi su una cosa del genere è qualcosa di più di stupidità è qualcosa di molto pericoloso. E qui infatti vale la quinta legge di Cipolla.


















