Trasporto 2019, per l'ultimo anno di Gloria la novità sarà rappresentata dalla luce
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VITERBO - Per quello che sulla carta è l'ultimo viaggio di questo ben riuscito modello di "campanile che cammina" sono previste modifiche sull'illuminazione. Sono in programma interventi per migliorare la resa visiva della parte frontale della Macchina. 

VITERBO – Più punti luce per l’ultimo Trasporto di Gloria. Anche se sono davvero in pochi a credere che Palazzo dei Priori preparerà un nuovo bando d’idee e vorrà fare fronte alle spese necessarie alla realizzazione di una nuova Macchina. 

A scoraggiare una blanda intenzione c’è anche un fatto da non sottovalutare: la creatura di Raffaele Ascenzi sembra avere stregato i viterbesi e avere la capacità, propria solo delle Macchine davvero riuscite, di non stancare. Fatto che renderebbe eventuali proroghe piuttosto indolori.

Per quello che sulla carta è l’ultimo viaggio di questo ben riuscito modello di “campanile che cammina” sono previste modifiche sull’illuminazione. Sono in programma interventi per migliorare la resa visiva della parte frontale della Macchina. 

Azione che tecnicamente si punta a concretizzare attraverso nuovi punti luce. Sono previsti due faretti, posizionati su i facchini scolpiti e gli angeli, per ogni pinnacolo. Quindi bracci di un metro che illumineranno verso l’interno della Macchina in prossimità degli angeli e delle allegorie. Una ventina di luci in più.

 

 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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