Traffico viterbese, lettera ad Aronne
Traffico Viterbo strade
800 Confartigianato
Mi complimento per l’attenzione “programmatica” data al problema del traffico cittadino; era ora che, seppur su un piano decennale, si affrontasse la questione secondo delle linee di intervento precise e in un’ottica sistemica. Non approfitterò dello “spazio partecipativo” che il Comune si appresta ad approntare per ricevere proposte e osservazioni al Piano da parte dei cittadini; ho la fortuna di essere accolto da questo giornale per esprimere alcun miei pensieri e di poterli divulgare ai lettori.

VITERBO – Carissimo Assessore Aronne,
innanzitutto mi complimento per l’attenzione “programmatica” data al problema del traffico cittadino; era ora che, seppur su un piano decennale, si affrontasse la questione secondo delle linee di intervento precise e in un’ottica sistemica. Non approfitterò dello “spazio partecipativo” che il Comune si appresta ad approntare per ricevere proposte e osservazioni al Piano da parte dei cittadini; ho la fortuna di essere accolto da questo giornale per esprimere alcun miei pensieri e di poterli divulgare ai lettori.

Intanto, osservo che le rilevazioni di Legambiente per quel che riguarda l’inquinamento atmosferico (PM10 e NO 2 ) di Viterbo restituiscono una situazione tutto sommato soddisfacente: per le PM10 Viterbo è addirittura tra le prime dieci città virtuose in Italia, e per l’NO 2 si colloca in una posizione intermedia che desta preoccupazioni relative. Tutto ciò, a fronte di un tasso di motorizzazione tra i più alti d’Italia; il che comporta qualche perplessità per l’incongruenza con i dati ambientali e insinua il dubbio che la considerazione in negativo della motorizzazione in sé sia più che altro un’opzione filosofica e ideologica di Legambiente.

C’è però da dire che l’inquinamento atmosferico nelle aree di forte addensamento motoristico è un dato di fatto; così, un conto è dire che l’aria di Viterbo è pulita e un conto è parlare di cosa succede all’aria cittadina nel quadrante nord, dove per quasi tutto il giorno si creano lunghe file in concomitanza soprattutto delle due rotatorie di Ipercoop e di San Lazzaro e delle loro vie di accesso, oltre, ovviamente, agli addensamenti su Viale Capocci, via del Carmine e, in certi momenti della giornata, nelle vie intorno alle scuole elementari e medie (ad esempio tra via Cattaneo e via Sabotino).

Le soluzioni sembrano due, come hai osservato: da una parte rivedere la circolazione motoristica sul piano urbanistico-viario (l’apertura di un nuovo accesso alla Tangenziale da Santa Barbara, nonché una via diretta dal Poggino al bivio con la Commenda potranno decongestionare il traffico in zona San Lazzaro); dall’altra incrementare l’uso del bus urbano.

Su quest’ultimo punto sono pienamente d’accordo sul fatto che una rete efficiente di tpl, di trasporto pubblico locale, possa sostituire buona parte del traffico motoristico. Mi entusiasma l’idea che la città possa essere servita da una circolazione di minibus con frequenza di circa cinque minuti e avviso con paline digitali; che questi minibus colleghino il centro ai parcheggi di scambio intorno alla città (anche distanziati dalle mura) magari con utilizzo a/r compreso nel prezzo della sosta; che il servizio non si limiti in un prossimo futuro solo al centro storico, ma consenta al consumatore dell’Ellera o del Pilastro di recarsi ai centri commerciali a nord della Città senza prendere necessariamente l’auto; e che soprattutto questo servizio renda giustizia a chi abita nelle frazioni. Perché un punto mi sembra intollerabile: che chi abita per esempio a San Martino debba rientrare in fretta e furia entro le 19.30 (e ben più presto la domenica…) se vuole usare il mezzo pubblico, rinunciando a una cena tra amici…

Ma attenzione: l’uso del mezzo pubblico a Viterbo, diversamente da città più grandi o più educate, è ancora oggi considerato da molti un destino da sfigati: buono forse per anziani, emigrati, poveri e non patentati. Una delle principali aspirazioni dei giovani viterbesi è quella di avere un mezzo proprio non appena l’età lo consente (che sia un motorino strepitante e puzzolente o una microcar, molto più di rado un pericoloso monopattino), per sottrarsi all’”accompagnamento” in auto da parte dei genitori. E le abitudini sociali e culturali, sia chiaro, sono macigni difficilissimi da rimuovere, soprattutto in tempi brevi e senza una diversa “educazione”, foss’anche coattiva.

Così, ben vengano soluzioni parallele al tpl, come i percorsi ciclopedonali (quelli veri, non un po’ di pittura sull’asfalto…) e il bike-sharing. Tutte soluzioni che mi sembra siano in via di realizzazione o in pectore nel Piano del Comune, ma che vanno realizzate al più presto assieme a una corposa campagna di educazione e sensibilizzazione a 360 gradi, per tutte le età e le categorie sociali.

Un’ultima notazione, sul parcheggio del Sacrario. Una benedizione certo, specie se affiancato a quello – coattivamente gratuito – di Valle Faul e l’altro fuori Porta Faul: è vero, non è da tutti averne così a disposizione nel cuore della Città. Alcuni “soluzionisti” (come li hai definiti, e c’era anche il sottoscritto fra loro) proponevano un parcheggio con tanto di scala mobile che li portasse all’altezza di Piazza della Repubblica/ Corso Italia; un po’ quel che accade a Roma con il parcheggio coperto di Villa Borghese oppure, più a misura di Viterbo, quel che succede a Spoleto. Era un modo per togliere ulteriori remore a chi sempre più spesso sta declinando l’invito a recarsi in centro per i suoi acquisti, e per rivitalizzare Corso Italia e le strade adiacenti a mo’ di centro commerciale (riparato dagli eventi atmosferici, con un sistema di pulizia e controllo h24, ecc.). Certo, un parcheggio coperto al Sacrario esigerebbe costi alti e rinunce temporanee sanguinose, senza reale garanzia di successo. Abbandono volentieri la posizione “soluzionista” (fa rima con complottista e terrapiattista, e non mi piace…) purché subito domani – o quasi – decine di pulmini elettrici colleghino i parcheggi di scambio intorno alle mura (a sud ce ne sono pochi? Insisterei sull’area ormai quasi ex Francigena) con le piazze del centro storico. Veramente ogni cinque minuti, e specie d’inverno e nei giorni di pioggia… Buon lavoro,

lafune_800 x 120
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sette vite spezzate in un lampo di fuoco e polvere.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
domenicale post
Fune 300x300
monastero interno
TdP_Inalazioni
Jeep_Compass_apex_300x300_200
Foto Fisioterapy Center
aiac_banner_01
asvis 2
Onda
lafune_300 x 600
Masicar300x300-optimize
POST FB 02