L'affascinante risveglio di Regisvilla nelle Giornate Europee del Patrimonio
Regisvilla mare
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Dallo scorso 7 settembre, un plotone di archeologi illuminati — guidato dalla SABAP di Viterbo ed Etruria, dalla Fondazione Vulci e dall'Università Federico II di Napoli con i suoi prodigi digitali dell'Archeo Map Lab — ha riacceso i riflettori su questo scrigno dimenticato.

VULCI – Sabato 26 settembre 2026, in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio — quest’anno dedicate al motto illuminante “Proteggere il patrimonio. Rinnovare, resistere, reinventare” —, ci viene offerta un’occasione imperdibile: sollevare il velo del tempo e scendere letteralmente nella storia viva.

Parliamo di Regisvilla, l’antico e glorioso porto di Vulci. Pensateci: dopo quasi cinquant’anni di silenzio, di oblio burocratico e di natura che si è riappropriata dei suoi spazi, le zolle della Storia sono tornate a muoversi. Dallo scorso 7 settembre, un plotone di archeologi illuminati — guidato dalla SABAP di Viterbo ed Etruria, dalla Fondazione Vulci e dall’Università Federico II di Napoli con i suoi prodigi digitali dell’Archeo Map Lab — ha riacceso i riflettori su questo scrigno dimenticato.

E così, ecco che riaffiorano le venerabili strutture murarie che gli studiosi della Sapienza avevano intravisto negli anni Settanta del secolo scorso. Non si tratta di mere pietre morte, cari miei, ma di testimonianze sussurrate di un passato etrusco e romano che dialoga ancora con il mare, esplorato persino dai coraggiosi subacquei della Soprintendenza tra aerofotografie e rilievi di altissima tecnologia.

La bellezza resiste, si rinnova e si reinventa. E noi cosa facciamo? Restiamo a guardare? Nientatto! Sabato 26 settembre, armati di scarpe chiuse e di una salutare curiosità intellettuale, siete tutti invitati in Strada delle Murelle a Montalto di Castro. La Soprintendenza e la Fondazione Vulci aprono le porte del cantiere con due visite guidate esclusive, alle 10:00 e alle 11:00. Un vero e proprio viaggio nel tempo, rigorosamente gratuito ma con prenotazione obbligatoria (scrivendo a sabap-vt-em.eventi@cultura.gov.it, ricordandosi di compilare quella liberatoria che è un po’ il nostro lasciapassare moderno per l’avventura).

Andate a vedere, andate a toccare con mano la meraviglia. Perché un popolo che dimentica i suoi porti antichi è un popolo che ha smesso di navigare verso il futuro.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Angel porta un messaggio divino fra gli uomini, che non lo capiscono; o lo capiscono troppo tardi. Non lo hanno capito neppure a Radio1 Plot Machine…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Per quindici anni la madre del grande Napoleone fu sepolta nella chiesa delle Monache Passioniste a Tarquinia.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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