Tra i due litiganti Roma gode. Viterbo aderisca al protocollo 'Rifiuti Zero'
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La questione rifiuti è il tema caldo di questi giorni. E' scontro tra Provincia e Comune di Viterbo per la questione dell'immondizia romana. Spunta anche l'ombra dell'inceneritore ma la politica ha ancora una via di fuga per proteggere il territorio.

Provincia di Viterbo e Comune di Viterbo giocano a volano, sprecando tempo ed energie per mandare da una parte all’altra del campo la palla delle colpe sulla vicenda rifiuti romani. Intanto la capitale “costringe” all’ennesima servitù: quella della monnezza; il territorio della Tuscia. La questione è sottile e mentre il 18 dicembre la Regione Lazio fa una determina che sembra autorizzare a smaltire i rifiuti “lavorati” a Casale Bussi in quel di Monterazzano i politici del nostro territorio pensano a darsele sui giornali di santa ragione.

 

Tutto questo mentre la città dei Papi lavora per mandare a regime la raccolta differenziata, mettendosi sulla buona strada, tracciata tra l’altro dall’Europa, per impostare una moderna soluzione alla questione rifiuti sul territorio. E’ in questo scenario che riemerge la prospettiva inceneritore. Badate bene non per bruciare rifiuti viterbesi, che con una buona differenziata e liberandoci dalla palla al piede dei rifiuti di Rieti, smaltiti sempre nella nostra discarica, potremmo gestire. Allora perché? Per fare un favore a Roma, of course. Magari potrebbe essere l’occasione buona per vedere il raddoppio della Cassia, servirebbe una via veloce per i camion carichi carichi di rifiuti da bruciare a Viterbo.

 

 

 

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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