"Tornare a fare sognare Viterbo", il piccolo fuoco che abbiamo il dovere di rafforzare
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EDITORIALI - L'attenzione che abbiamo acceso sul degrado del quartiere ha suscitato malumore in persone che ci hanno investito e che temono che una critica forte possa compromettere ancora di più la già precaria situazione.

EDITORIALE – La Fune giornale della Viterbo silenziosa, interessato al presente del territorio per immaginarne il futuro. Lontano dalle pastoiette, dalle gelosie della politica. In questi anni ci hanno attribuito ogni tipo di appartenenza politica, non comprendendo una cosa: siamo fedeli alla città e al territorio e qualsiasi cosa scriviamo prende vita all’interno di questa prospettiva. 

Possiamo abbracciare le posizioni di qualcuno, le nostre idee possono essere rilanciate da altri. Abbiamo fatto tratti di strada insieme ad alcuni e con quelli che reputiamo i più interessanti ne faremo ancora tanta. Ci hanno criticato e attaccato molti, appena abbiamo messo giù mezza riga in senso contrario ai loro interessi o alle specifiche posizioni. Negli ultimi giorni abbiamo fatto parecchio rumore in certi ambienti della città per l’attenzione che abbiamo acceso su San Pellegrino. 

Siamo conosciuti tanto da quelle parti. Letti moltissimo, criticati altrettanto. Qualcuno ci ama pure, dobbiamo riconoscerlo. Il nostro giornale ha sostenuto a spada tratta la causa dei locali al momento della stretta sugli orari. Finendo nel mirino di chi punta a fare guadagni con B&B e case vacanza. Tutto legittimo, ci mancherebbe. 

L’attenzione che abbiamo acceso sul degrado del quartiere ha suscitato malumore in persone che ci hanno investito e che temono che una critica forte possa compromettere ancora di più la già precaria situazione. In queste ore abbiamo dato seguito ai 30 scatti con cui abbiamo raccontato il declino inaccettabile del cuore del centro storico. Abbiamo lanciato al sindaco Arena un appello chiaro: “Destinare i 400mila euro della tassa di soggiorno al recupero del quartiere medioevale”. Quando abbiamo pubblicato i 30 scatti volevamo prepararci la strada per indicare una via. 

In queste ore diversi consiglieri ci hanno contattato esprimendo apprezzamento e condivisione per la proposta. Qualcuno ci ha anche offerto di lavorare insieme a una proposta da portare in consiglio. Crediamo che un giornale debba fare anche questo e ne siamo onorati. Di sicuro la questione che abbiamo posto entrerà in consiglio comunale e questo era quello a cui puntavamo. 

Siamo stati raggiunti da tante telefonate. Anche di chi non ha condiviso la nostra attenzione. Telefonate che ci hanno regalato parole intelligenti e spunti e riflessioni che non mancheremo di sviluppare quanto prima. Ci hanno invitato a spostare l’attenzione anche su chi è proprietario di spazi lasciati sfitti e nell’abbandono, così da diventare amplificatori e costruttori di degrado. Ci hanno raccontato di affitti alle stelle, che impediscono lo sviluppo commerciale del centro storico e uccidono intere vie di Viterbo. Qualcuno ha messo in evidenza l’assenza decennale di investimenti: tanto nei locali quanto nelle merci. Tutti temi serissimi, su cui è fondamentale aprire un ragionamento. Perché se davvero interessa una soluzione al problema bisogna iniziare a fotografarlo. Abbiamo iniziato da trenta scatti e siamo arrivati a chiedere 400mila euro per San Pellegrino. Qualcosa spunteremo, ne siamo convinti.

Invitiamo cittadini, commercianti, gestori di attività e politici a scriverci a info@lafune.eu o contattarci sui nostri canali social. Abbiamo bisogno di specchiarci nella città per essere sempre più forti e autorevoli e portare le istanze interessanti nei centri decisionali. Un giornale serve a questo, con mitezza e determinazione. “Soavi nei modi, forti nelle cose”, come dicevano i latini. Che Viterbo possa tornare a sognare. 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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