
L’aeroporto di Viterbo non è definitivamente affossato. Ieri è tornato ad apparire nei radar durante la presentazione delle linee guida del bilancio di previsione, che ha visto protagonista l’assessore al Bilancio Luisa Ciambella.
“Il fallimento del progetto dell’aereoporto localizzato a Viterbo, perso per la lentezza delle amministrazioni locali, resta comunque in questo quadro, visto il perdurare della emergenza Fiumicino e della nuova gestione Alitalia nonché della drammatica situazione di Ciampino, resta la necessità di uno scalo nel territorio della nostra provincia, che impone di seguire questa vicenda che potrebbe essere comunque foriera di sviluppo”, questo il passo del discorso dove torna a volare l’ipotesi e la prospettiva che prima o poi ci sarà bisogno di un terzo scalo del Lazio.
I più attenti lettori de La Fune ricorderanno che già nei primi giorni di giugno avevamo dato l’anticipazione. Avevamo scritto, qualcuno ci diede dei visionari, che nei palazzi che contano si stava tornando a parlare dell’aeroporto di Viterbo.
AEROPORTO DI VITERBO, SE NE RICOMINCIA A RIPARLARE (ANCORA SOLO NEI PALAZZI)
Sempre nei palazzi si commenta negativamente le passate scelte che puntarono sulla realizzazione in prossimità della città di Viterbo. C’è tutto un filone di pensiero che ritiene sarebbe stato più interessante ipotizzare una realizzazione dello scalo nella zona di Tarquinia, proprio là dove – il dato è evidenziato anche nella relazione di bilancio – si auspica la nascita di uno spazio infrastrutturale e di stoccaggio merci, legato allo sviluppo asiatico del porto di Civitavecchia.


















