Aeroporto di Viterbo, se ne ricomincia a parlare (ancora solo nei palazzi)
voli low cost 2011
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Il destino di città di frontiera potrebbe non essere sfumato per Viterbo. Si torna, "colà dove si puote", a parlucchiare di terzo scalo del Lazio. Solo chiacchiere a vuoto?

Al terminal tre sta per arrivare l’aeroporto di Viterbo. Il remake di un film già visto? Sì, no, forse. Di fatto, dello scalo viterbese, se ne è tornato a parlare all’interno delle stanze cittadine che contano. Sullo sfondo le trasformazioni che stanno interessando la compagnia di bandiera Alitalia e che sembrerebbero destinate a configurare nuovi scenari sull’intero sistema del trasporto aereo civile in Italia.

 

Per farla breve gli arabi di Etihad Airways, compagnia aerea di bandiera degli Emirati Arabi Uniti con sede ad Abu Dhabi, stanno per investire oltre un miliardo di euro in Alitalia. Il loro ingresso nella nostra compagnia di bandiera passa per un piano industriale piuttosto rigoroso e tutta una serie di altri movimenti. Alitalia non naviga certo in buone acque e l’arrivo degli arabi è stato salutato come una vera e propria manna dal cielo. 

 

Sul sistema Alitalia, i più attenti a questo genere di cose ne sono al corrente, ha sempre gravato negli ultimi anni un aspetto legato agli scali. In buona sostanza sia i voli di linea che i low cost atterrano negli aeroporti della città eterna. Questo, sul piano del mercato, ha devastato la compagnia di bandiera italiana. In tutte le capitali europee infatti i low cost atterranno a diversi chilometri dalla città. In questa maniera prendere un low cost significa sì pagare meno un biglietto aereo ma anche far fronte a tutta una serie di scomodità.

 

Ora la domanda da farsi è questa. Saranno gli arabi disposti a farsi massacrare da questa anomalia del mercato degli aeroporti romani? In molti scommettono sul no e in questa prospettiva riprende quota l’idea dell’aeroporto di Viterbo. Uno scalo in linea con quelli che sono gli standard degli scali low cost europei.

 

Intanto l’ultimo indizio che ci resta del tanto sbandierato aeroporto di Viterbo è il contatore inserito su La Tua Voce. La mala politica, la solita bugiarda, aveva indicato una data per l’inizio dei lavori dello scalo. L’abbiamo superata di 1229 giorni.

 

 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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