Titoli di coda sul Caffeina Christmas Village ma anche sul Natale viterbese (forse)
Christmas Village 2017 Viterbo
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VITERBO - L'aria non è buona, affatto. Anche sul villaggio di Natale viterbese si sta creando l'ennesimo papocchio. Questione di concorrenza? No, magari. Alla fine a rimetterci rischia di essere sempre la città, continua pelle dell'orso venduta a tutti e da tutti. 

VITERBO – L’aria non è buona, affatto. Anche sul villaggio di Natale viterbese si sta creando l’ennesimo papocchio. Questione di concorrenza? No, magari. Alla fine a rimetterci rischia di essere sempre la città, continua pelle dell’orso venduta a tutti e da tutti. 

Gli organizzatori del Caffeina Christmas Village hanno dichiarato pubblicamente che taglieranno la corda. Non sono interessati, alle condizioni esistenti, a rimanere a Viterbo. Sutri? Vitorchiano? Bagnoregio? Dove andranno avranno successo, questo è nei fatti. Cosa rimarrà a Viterbo? Ci sono altri intenzionati a organizzare il Natale? Ben venga. Ma si faccia almeno un bando per cinque anni, per non trovarsi a ogni giro di terra intorno al Sole in braghe di tela. 

Pensare che ci sia oggi qualcuno, diverso dagli organizzatori di sempre, in grado di fare un buon lavoro è difficile da pensare e tutto da dimostrare. E per buon lavoro si intende: spazi attrazione attrezzati in maniera efficace, sistema di comunicazione nazionale capace, macchina logistico-gestionale efficiente. Le perplessità riguardano essenzialmente i tempi. Tempi da improvvisatori e capitani di ventura più che da professionisti. Ma questo vale, oggi, per chiunque. Anche per gli stessi di Fondazione Caffeina, che comunque potrebbero ridurre l’impatto con una macchina già rodata, canali di comunicazione attivi e una routine del loro villaggio natalizio. Effettivamente già noto e segnato nelle agende di gente che va da Siena a Salerno. 

E se si sposteranno da Viterbo, andando in uno dei paesi della provincia inevitabilmente si porteranno dietro il pubblico. Quello pagante ma anche quello che negli ultimi anni ha popolato il centro storico del capoluogo della Tuscia. Un centro storico il cui valore, commerciale ma non solo, prima dell’arrivo del Christmas Village era pari a zero. C’è chi dice poco più e c’è chi dice poco meno. 

Il Caffeina Christmas Village  – al netto della filosofia dei benaltristi, la cui madre è notoriamente sempre incinta – ha cambiato il volto di Viterbo durante l’inverno. Da città morta a città viva, sebbene su radici commerciali. L’amministrazione comunale dovrà stare attenta a non perdere quella situazione, pena l’impopolarità e un duro colpo al consenso. Una bella patata bollente per Arena e gli altri, vittime di un sistema fragile dove la programmazione è una sconosciuta vera. 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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