

VITERBO — C’è un sottile e crudele filo nero che lega la burocrazia di un verbale alla fatalità della strada. Un attimo prima sei lì, cittadino collaborativo che si ferma a raccontare ciò che ha visto, che presta la sua voce e la sua attenzione per ricostruire i cocci di un incidente a Vetralla. E l’attimo dopo, giusto il tempo di rimettere in moto i pensieri e la passione per le due ruote, quel filo si spezza per sempre sull’asfalto della Cassia Sud.
Ha dell’incredibile e del drammatico la sequenza di eventi che domenica 24 agosto ha strappato alla vita Luigi Campana, 56 anni. Poco prima dello schianto mortale, avvenuto all’altezza del chilometro 73 nei pressi del deposito di Mondo Convenienza, l’uomo era stato fermato dalle forze dell’ordine proprio a Vetralla. Era stato identificato come testimone oculare di un precedente sinistro stradale avvenuto in paese. Aveva fatto il suo dovere civico, firmato la dichiarazione, riacceso il motore della sua Harley-Davidson e imboccato la strada di casa. Non sapeva che quella sarebbe stata la sua ultima corsa.
Il cronometro del destino ha accelerato bruscamente poco dopo. Secondo una prima e ancora provvisoria ricostruzione tracciata dagli agenti della Polizia Stradale – accorsi sul posto insieme al personale del 118 e ai Vigili del Fuoco – l’incidente sarebbe stato innescato da una manovra di sorpasso. Campana, in sella al suo possente custom in direzione Vetralla, avrebbe iniziato a superare una colonna di auto. Un azzardo, una frazione di secondo in cui la traiettoria si è incrociata con quella che proveniva dalla direzione opposta.
Verso Viterbo viaggiava una Royal Enfield guidata da un ragazzo viterbese di ventuno anni, M.P., nato nel 2005, che stava rientrando dopo aver effettuato consegne di pizze lungo il proprio corsello di marcia. L’impatto frontale e laterale è stato devastante, di una violenza inaudita. La Royal Enfield è rimasta letteralmente spezzata in due, con il serbatoio squarciato nell’urto, mentre i pezzi delle carene e i detriti dei motori venivano scagliati a decine di metri di distanza, disseminando la carreggiata.
Una scena apocalittica che ha subito mobilitato la macchina dei soccorsi. Il 118 è arrivato con tempestività disperante: entrambi i centauri sono stati caricati a sirene spiegate verso il Pronto Soccorso dell’ospedale Santa Rosa di Viterbo. Per Luigi Campana, purtroppo, non c’è stato nulla da fare: le lesioni interne riportate nello schianto erano troppo gravi, ed è spirato poco dopo l’ingresso nel nosocomio viterbese. Meno drammatiche, per quanto serie, le condizioni del ventunenne: il giovane non sarebbe in pericolo di vita, ma ha riportato una lesione importante a un arto inferiore su cui i medici stanno concentrando le valutazioni cliniche.
Sul posto, insieme alla Stradale, sono intervenuti anche i Carabinieri per i coadiuvare i rilievi e mettere in sicurezza un tratto di strada che, ancora una volta, si tinge di sangue. La Procura della Repubblica di Viterbo, con il magistrato di turno dottoressa Veronica Buonocore, ha aperto un fascicolo d’inchiesta ipotizzando il reato di omicidio stradale. Entrambi i mezzi sono stati sequestrati, mentre la salma di Campana è stata messa a disposizione dell’autorità giudiziaria per l’esame autoptico e i successivi adempimenti medico-legali.
Resta il silenzio assordante di una domenica sera spezzata. E l’immagine di quell’uomo che, nel giro di pochissimi chilometri, è passato dall’essere testimone distaccato della sfortuna altrui a tragico protagonista di una comunità che oggi si stringe nel dolore, incredula davanti a un destino così beffardo e implacabile.

















