Terremoto: pazienti dell'ospedale di Acquapendente trasferiti a Montefiascone per precauzione
Acquapendente
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“È stato fatto per precauzione in quanto se ci fossero ulteriori scosse - precisa il sindaco - con i problemi di deambulazione i pazienti sarebbero sicuramente molto meno sicuri. Appena terminata l'emergenza di queste ore i pazienti torneranno nel nostro Ospedale”.

Dall’ospedale di Acquapendente trasferiti 6 pazienti a causa del terremoto. L’iniziativa precauzionale è stata presa dopo le scosse sismiche che hanno colpito il territorio dell’alta Tuscia. Installata anche la sala operativa della protezione civile. La precauzione dello spostamento di sei pazienti è stata presa dopo un è stata decisa a seguito di alcuni sopralluoghi effettuati a più riprese nell’ospedale fatti per verificarne le condizioni. “Fortunatamente – precisa comunque il sindaco Bambini – non ci sono danni e le attività proseguono”. Alcuni degenti si trovano ora all’Ospedale di Montefiascone, altri invece sono stati dimessi. “È stato fatto per precauzione in quanto se ci fossero ulteriori scosse – precisa il sindaco – con i problemi di deambulazione i pazienti sarebbero sicuramente molto meno sicuri. Appena terminata l’emergenza di queste ore i pazienti torneranno nel nostro Ospedale”.

Installata anche una sala operativa della protezione civile ed individuata un’area di raccolta prevista dal piano di sicurezza del Comune. “Abbiamo aperto – ha spiegato Bambini a Sbottonati su Radio Verde – alcune strutture per far stare più tranquilli i cittadini. Dalla protezione civile agli impianti sportivi. La sala operativa della protezione civile è aperta e rimarrà aperta fino a nuova comunicazione, la struttura può essere usata anche per chi deve preparare o scaldare vivande. Siamo attrezzati”.

 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
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