Terremoto: la Casa dello studente di Viterbo evacuata dopo l'accensione dell'allarme

Circa quindici studenti sono corsi fuori dalla loro camera e si sono riversati sul piazzale. Una volta rientrato l'allarme sono rientrati nelle loro stanze.
La casa dello studente di Viterbo “evacuata” dopo l’accensione dell’allarme. La forte scossa di terremoto tra le Marche e l’Umbria ha svegliato molti cittadini viterbesi e ha lesionato alcuni beni della Tuscia, tra cui il campanile della chiesa di san Donato di Civita di Bagnoregio dove si è aperta una piccola fessura. La paura è stata tanta in città e anche alla Casa dello studente di San Sisto dove è suonato l’allarme durante gli interminabili secondi della scossa.
Circa quindici studenti sono corsi fuori dalla loro camera e si sono riversati sul piazzale. Una volta rientrato l’allarme sono rientrati nelle loro stanze. La casa dello studente era quasi vuota in questo fine settimana a causa del ponte festivo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
di Roberto Pomi
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.


















