

TERNI – Nessuno vuole più Sgarbi? Non proprio. Nei giorni in cui il noto critico d’arte e personaggio politico finisce nel mirino e anche il premier Meloni finisce per prendere le distanze, annunciando che aspetta di incontrarlo a Roma per accogliere le dimissioni, una mano amica arriva da quel di Terni.
Si tratta della mano di Stefano Bandecchi, sindaco umbro e leader di Alternativa Popolare che lo stesso Bandecchi vorrebbe candidare alle prossime europee con l’obiettivo di arrivare al 4%. Percentuale che, secondo quanto dichiarato da Bandecchi, sarebbe possibile proprio grazie alla candidatura di Sgarbi.
“L’ho chiamato, ha detto che ci avrebbe riflettuto, ma io un posto per lui ce l’ho sempre libero”, dice oggi a Thomas Mackinson del Fatto Quotidiano in una recente intervista il sindaco ternano.
Bandecchi dice che vuole candidare Sgarbi “per quello che è successo e per come è stato trattato”. Perché secondo il sindaco di Terni non è stato protetto: “Levare a Sgarbi la possibilità di fare dei convegni e delle conferenze è come tagliare le ali a un’aquila. Il sottosegretario non è una professionalità. Se va a fare un lavoro continuativo posso capirla, ma se fa un’intervista, inaugura una mostra, cioè una cosa saltuaria io non la vedo così”.
“Gli ho semplicemente detto che secondo me – continua Bandecchi – lui aveva sbagliato a dare le dimissioni, doveva aspettare che tutti si prendessero le palle in mano. Invece lui ha facilitato la vita ai vecchi amici mentre lo stavano tradendo perché ora Berlusconi non c’è più. Così gli ho chiesto se gli andasse di fare questa cosa con Alternativa Popolare, veri liberali. Lotterò con unghie e denti per arrivare a prendere il 4% ma se fossi normale le direi che viaggiamo sull’1 e mezzo scarso. Ma per un’operazione impossibile serve uno che la pensa possibile. Ho vinto a Terni perché sapevo che era un’operazione impossibile”.

















