
Termalismo, eppur si muove. Di queste ore la notizia che il Comune di Viterbo ha iniziato un’azione per arrivare alla chiusura dei pozzi termali abusivi nella zona nell’area del bacino del Bullicame. A quanto è dato sapere sarebbero circa 100 le realtà irregolari, che contribuiscono a prosciugare la preziosa risorsa.
Su disposizione dell’assessore al Termalismo Antonio Delli Iacono sono in corso di notifica le ordinanze di chiusura dei pozzi realizzati senza regolare concessione e permesso. Una mossa importante e a lungo richiesta. Intanto rimane senza ascolto la richiesta avanzata nelle scorse settimane dal tandem Solidarietà Cittadina-Piazza Democratica al sindaco di preparare un tavolo sul termalismo.
Il tema è tanto trascurato quanto strategico per liberare le potenzialità di un asset potenzialmente strategico per lo sviluppo turistico ed economico del capoluogo della Tuscia. C’è da sperare che l’iniziativa di Delli Iaconi sia un segnale, seguito da altri, per avviare un ragionamento serio sul comparto.
Intanto la situazione della “callara” resta imbarazzante ed è passato quasi un anno dal danno fatto alla collettiva con lo sfondamento del pozzo San Valentino.


















