Tempo di rimpasto, occasione ghiotta di sgambetti. Ecco cosa bolle nel pentolone di Palazzo dei Priori e cosa significa
Foto consiglio comunale Viterbo
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VITERBO - Tranquilli non sta accadendo niente, è solo schermaglia politica di base. Negli ultimi giorni i giornali sono tornati a raccontare di una situazione "bollente" a Palazzo dei Priori.

VITERBO – Tranquilli non sta accadendo niente, è solo schermaglia politica di base. Negli ultimi giorni i giornali sono tornati a raccontare di una situazione “bollente” a Palazzo dei Priori. La carta come è noto brucia a una temperatura precisa: Fahrenheit 451 (c’è anche il libro) ed è più facile simulare queste gradazioni in ambienti contenuti, più complesso riproporle nella fredda sala d’Ercole. 

Torna a ballare il tema della mozione di sfiducia alla sindaca Chiara Frontini. Ed è sacrosanto che chi sta all’opposizione tenti “la spallata”. Una roba squisitamente legata al potere e poco agli interessi della città e dei viterbesi, tradizionalmente utilizzati dalla politica di ogni ordine e grado come una famosa pelle elastica. Ma rimaniamo sul punto: la mozione di sfiducia. 

Dal punto di vista delle opposizioni è il momento tatticamente giusto per presentare un piatto che non fu possibile servire qualche mese fa, per mancanza delle firme del Partito Democratico (e in questo Buzzi e Allegrini hanno storicamente ragione). E’ il momento giusto perché la sindaca sta lavorando al rimpasto di giunta e potrebbe essere più agevole trovare in consiglio qualcuno della maggioranza non proprio entusiasta delle scelte che sarebbero in procinto di essere rese pubbliche. O comunque costringere chi governa a quel voto potrebbe aumentare il potere negoziale di ogni singolo consigliere e generare movimenti e pressioni che potrebbero aumentare le probabilità di mandare in crash il sistema-Frontini. 

Fa parte del gioco, degli schemi di base delle dinamiche di Palazzo. Poi c’è sul tappeto anche qualche altra ruggine su cui si potrebbe tentare di giocare. Pensiamo, per esempio, al siparietto tra l’assessore Silvio Franco e la consigliera Alessandra Croci sul Giubileo. Considerando che quasi nessuno dei consiglieri della maggioranza ha esperienza politica da palazzo e peli sullo stomaco (roba che in genere si sviluppa maturando la pensione sui banchi della politica) magari qualche “pollo” frontiniano da cucinare a puntino potrebbe essere trovato.

I navigati della politica lo sanno e fanno il loro (legittimo) gioco. Quale migliore momento per tentare lo sgambetto di quello attuale? Si troverà pure, nella foga del consiglio, qualche “sbarbatello” da convincere che se l’erba è alta è meglio fare cadere l’amministrazione, o che se l’assessore di turno dice certe cose è meglio andare a casa. Ci sarà pure un Ugo Poggi da solleticare per tentare il colpaccio … 

Intanto sull’opinione pubblica si riversano oggi le stesse cose di ieri. Oggi chi è all’opposizione dice che Frontini sta distruggendo Viterbo, che per chi ha memoria sono le stesse cose dette ieri da Frontini su Michelini prima e Arena poi. E’ il grande circo della politica. Viterbo è ancora lì, per fortuna.

Che Frontini sbagliasse con certi toni e certi atteggiamenti questo giornale l’ha sempre detto. Ricordiamo che all’epoca pubblicammo una pagella che le dava voto 4 e che ci costò il saluto di qualche persona. Rimaniamo coerenti e affermiamo che questo modo di fare politica serve solo al potere ma non alla città. Anzi facciamo notare ai signori e alle signore della politica locale, alcuni dei quali sembrano avere “occupato” il posto in sala d’Ercole (in realtà hanno più semplicemente occupato i rispettivi partiti di cui sono diventati signori bloccando l’ascesa di altre figure che magari potrebbero rendere migliori servigi alla comunità), che il messaggio finale che esce miscelando le loro dichiarazioni con quelle della Frontini oppositrice a fare una figura barbina è la classe politica locale. Incapace nel passato, a detta dell’oppositrice Frontini, incapace oggi, a detta delle opposizioni attuali. Finora questo ha prodotto un allontanamento dal voto dei cittadini, un fenomeno inutile e sterile. Magari a breve si tradurrà nella nascita di diversi civismi e di nuovi tesserati nei partiti pronti a scrostare via il vecchio visto che la politica stessa ne ha certificato negli anni, a suon di dichiarazioni, l’incapacità. Ah vi diamo una notizia, nei vertici nazionali dei partiti ci risulta starebbe per partire l’ordine di resettare tutto il sistema fino ai livelli più bassi. Sì perché servono voti e per farlo c’è bisogno di cambiare davvero. Buona fortuna a tutti. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
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“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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