Collaudo per la ciclabile Riello-Pilastro-Faul. Arriva il perito del Ministero
Foto pista ciclabile
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VITERBO - Il collaudo dovrà appunto verificare che tutto sia a regola d'arte e rispetti esattamente le direttive sulla realizzazione delle ciclabili. Sarà interessante vedere il responso finale per capire se le polemiche sollevate in questi mesi avevano fondamento o semplicemente erano alimentate dalla non conoscenza della materia. 

VITERBO – Tempo di collaudo per la pista ciclabile del capoluogo. Non sarà collaudato l’intero sistema di ciclabili realizzate in questi mesi ma quella parte che rientra nel PINQuA e che collega la zona del Riello al quartiere Pilastro e alla zona di Faul. 

Deve invece ancora essere terminata la ciclopedonabile del Cappuccini, La Pila, Murialdo, nel quadrante est della città. 

La fine lavori è arrivata lo scorso maggio. Adesso il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti ha nomintao un perito per tutte le verifiche di correttezza di ogni metro di ciclabile. Si tratta del perito edile Claudio Ferrari. 

La ciclabile Riello-Pilastro-Faul è stata completata in 231 giorni, necessaria una proroga di 90 giorni sulle previsioni. L’opera, finanziata con soldi PNRR, è costata complessivamente un milione e 968mila euro. 

Il collaudo dovrà appunto verificare che tutto sia a regola d’arte e rispetti esattamente le direttive sulla realizzazione delle ciclabili. Sarà interessante vedere il responso finale per capire se le polemiche sollevate in questi mesi avevano fondamento o semplicemente erano alimentate dalla non conoscenza della materia. 

 

 

 

 

 

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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