Teatro Unione - Panunzi: "La Regione non fa retromarcia. I lavori saranno completati"
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Il teatro dell'Unione non sarà abbandonato dalla Regione Lazio. Interviene a stoppare la cattiva notizia, iniziata a circolare in città questa mattina, il consigliere regionale Enrico Panunzi.

Dalla Regione Lazio arrivano garanzie sul futuro del teatro dell’Unione.Il restauro sarà finanziato, nessuna retromarcia da parte della Regione sul completamento dei lavori all’Unione”‘, così il consigliere regionale Enrico Panunzi. 

La notizia dei fondi regionali, un milione e 300mila euro, tolti dalla Regione, data questa mattina dalle colonne del Messaggero, ha gelato la città (leggi).

”La Regione e la Giunta Zingaretti confermano la volontà di sostenere e finanziare la riqualificazione e il restauro del teatro dell’Unione di Viterbo”. Lo ha dichiarato il consigliere regionale Enrico Panunzi. 

”A dicembre 2014 la Regione Lazio ha finanziato con 1 milione e 200 mila euro i lavori di realizzazione del secondo stralcio. Per il finanziamento del terzo stralcio da 1 milione e 260 mila euro, non c’è alcuna marcia indietro da parte della Regione, come è stato scritto oggi da alcuni organi di stampa; come stabilito sin da dicembre 2014, infatti, nel corso del 2015 saranno impegnate tutte le risorse necessarie. L’apparente disimpegno di cui si parla nella determina dirigenziale del 25 febbraio scorso – continua Panunzi – è infatti solo un passaggio tecnico dovuto alle nuove procedure contabili della Regione”.

‘Nelle prossime settimane, in occasione delle variazioni tecniche del bilancio, infatti, verranno allocati i fondi per la conclusione dei lavori. Quanto deciso dalla Giunta Zingaretti – ha concluso Panunzi – permetterà al teatro dell’Unione di tornare a essere un punto di riferimento culturale e sociale della città, mantenendo e conservando la struttura concepita al momento della costruzione”.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
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