Teatro Unione, il terrore che venga condannato a morte
teatro unione
aiac_banner_02
Occhio sul sipario dell'Unione e massima attenzione ai movimenti in corso che porteranno all'individuazione del direttore artistico.

Ancora deve aprirsi il sipario del Teatro Unione che è già tutto un cinema. Nei giorni scorsi la visita di Scaparro alla struttura, viene ventilata la sua direzione artistica (almeno per i primi due anni), poi tutto smentito durante il consiglio comunale di ieri.

La sensazione, in realtà è più di una sensazione, diciamo una “spifferata” è che c’è chi in città sta lavorando per preparare il terreno alla direzione artistica di un viterbese. Che c’è di male? Si domanderanno i lettori. In teoria niente, anche perché in città qualcuno che potrebbe avere le carte giuste per giocarsi la partita a un certo livello potrebbe esserci. Il problema è che tale lavoro sembra zappare l’orto a favore di chi tante carte e tanti titoli proprio non li ha.

Questo potrebbe risultare estremamente pericoloso, perché riaprire il Teatro Unione non è certo un giochetto e neppure un buon affare per autoctoni. Diciamo che la direzione di questo importante luogo dovrebbe essere capace di drenare risorse e costruire sinergie con Roma e magari con l’estero. Altrimenti la macchina Unione rischia di non ripartire mai. Insomma il rischio è di fare i soliti “provinciali” e sfasciare tutto, pur di mettere le mani sulla gallina.

Toppare la direzione artistica dell’Unione, appena riaperto, equivarrebbe a una specie di condanna a morte. Non certo una mossa astuta dopo tutti i soldi spesi per rimetterlo in piedi. 

Altro dagli stessi argomenti:Teatro Unione
800x120 (1)
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
domenicale post
Onda
aiac_banner_01
monastero interno
TdP_Inalazioni
Fune 300x300
Masicar300x300-optimize
Jeep_Compass_apex_300x300_200
Foto Fisioterapy Center
asvis 2
lafune_300 x 600
POST FB 01