Tanti casi di furto di pezzi d'auto nel Viterbese
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VITERBO - Il numero di episodi sta crescendo nel Viterbese, in modo particolare nel capoluogo. Particolarmente "gettonate" Mini e Mercedes. 

VITERBO – Marmitte catalitiche, volanti ma anche altri pezzi d’auto nel mirino di vere e proprie bande specializzate nel furto di pezzi d’auto. 

Il numero di episodi sta crescendo nel Viterbese, in modo particolare nel capoluogo. Particolarmente “gettonate” Mini e Mercedes. 

È un fenomeno che è emergenza quotidiana e che sembra non risentire della costante evoluzione dei sistemi antifurto. I traffico dei ricambi auto rubati si alimenta sia con il furto di interi veicoli, che vengono poi smontati per trarne parti di ricambio, sia con il furto di pezzi alle auto in sosta. L’interesse dei malviventi per le marmitte catalitiche si spiega con il valore intrinseco del ricambio funzionante e anche con il riciclo dei metalli rari e costosi, come il platino e il palladio, presenti al loro interno.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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