Tanta confusione sotto il cielo di Palazzo dei Priori
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VITERBO - I veleni non sono pochi e questo rende difficile immaginare convergenze. E' partita la sottile arte "delle taste". Una volta praticata e sviluppata per l'individuazione del cocomero maturo in estate ora è rimasta in voga solo tra gli operatori della politica. 

VITERBO – Neanche uno bravo potrebbe capire cosa sta accadendo, in questi giorni, sotto al cielo di Palazzo dei Priori. C’è una notizia: tutti parlano con tutti. Poi un’altra: tutti odiano tutti, o quasi. 

I veleni non sono pochi e questo rende difficile immaginare convergenze. E’ partita la sottile arte “delle taste”. Una volta praticata e sviluppata per l’individuazione del cocomero maturo in estate ora è rimasta in voga solo tra gli operatori della politica. 

La cesta che contiene i partiti somiglia di molto al famigerato vaso di pandora. Pieno di ogni sorta di veleni, attriti, rivalità, voglia di rivalsa. Le visioni di città, le idee, l’organizzazione dei pensieri in progetti e il metodo restano le spezie più ricercate. Le uniche che garantirebbero una conservazione vera del consenso ma nessuno sembra sapere dove andarle a cercare. 

Così questa fase di una campagna elettorale non partita somiglia molto alla “notte dei morti viventi”. Ma presto tutti quelli che intendono partecipare alla corsa si faranno trovare pronti e magari anche tirati a lucido. Nei limiti del possibile, naturalmente. Vivo e vegeto il lavoro di spionaggio e controspionaggio, degno di film cult tipo “Il ponte delle spie”. Girano voci di trombati d’eccellenza pronti a ritornare in pista per ballare un nuovo Alligalli di gruppo. Nomi nuovi cercasi con il lanternino. Saranno mesi da montagne russe e meglio che siano russe che l’insalata. Anche perché non avrebbe un buon sapore. 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sette vite spezzate in un lampo di fuoco e polvere.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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