Talete, tre privati pronti a entrare prendendo il 40% delle quote
Genova
Masicar800x120-optimize
VITERBO - A essere "l'origine di tutti i mali" non ci stanno. Così i vertici Talete hanno voluto affrontare precise questioni all'interno di un'apposita conferenza stampa.

VITERBO – A essere “l’origine di tutti i mali” non ci stanno. Così i vertici Talete hanno voluto affrontare precise questioni all’interno di un’apposita conferenza stampa.

A parlare il nuovo amministratore unico Salvatore Genova. Al tavolo il presidente della Provincia e dell’Ato Uno Pietro Nocchi, il dottor Luca Lucentini dell’Istituto Superiore di Sanità e l’ingegnere Giancarlo Daniele. Presenti anche i sindaci soci di Talete, con al tavolo Viterbo con Giovanni Arena e Tarquinia con Alessandro Giulivi. 

Bollette, morosità, ingresso di soci privati. Questi i tre punti intorno a cui sono stati fatti ruotare tutti i ragionamenti. Il tasto della morosità è stato battuto tanto perché ha il suo impatto sulla tariffa. Infatti Talete deve coprire tutti i costi del servizio con le bollette e se la morosità aumenta e mancano risorse allora a rimetterci sono i cittadini virtuosi. Un punto su cui sono aperti dei tentativi di correggere la situazione ma la morosità rimane una piaga nei bilanci della società che gestisce il servizio idrico.

Comunque il tavolo Talete ha fornito anche numeri sulla tariffa. Da cittadinanza attiva è stato stimato un costo di 505 euro all’anno di bolletta dell’acqua per una famiglia legata a Talete. Per l’amministratore Genova sarebbero poco più di 300 euro. Costi più bassi rispetto a tante province italiane. 

Quindi l’apertura ai privati, con la procedura aperta per l’individuazione di un partner disposto all’ingresso per la quota parte del 40%. Una mossa ritenuta necessaria per rifinanziare Talete senza mettere le mani nelle tasche dei cittadini. Al momento, la procedura è ancora aperta, sono arrivate tre proposte. 

Anche su questo aspetto Talete è oggetto di molte critiche, soprattutto da parte dei comitati che fanno del referendum sull’acqua pubblica la propria bandiera. Una posizione per Genova che è al di là del quadro normativo di riferimento dove invece la società e chi la dirige è chiamata a ragionare. 

Masicar800x120-optimize
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
Masicar300x300-optimize
aiac_banner_01
Onda
monastero interno
Foto Fisioterapy Center
Fune 300x300
asvis 2
lafune_300 x 600
Jeep_Compass_apex_300x300_200
TdP_Inalazioni
POST FB 02
domenicale post