Talete, Pierini si dimette e di fatto fa decadere il cda
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VITERBO - La società che gestisce il servizio idrico sul territorio dell'Ato1 è chiamata infatti ad approvare il bilancio e allo stato attuale la situazione è paralizzata. Intenzione del vicepresidente Fraticelli è di convocare l'assemblea dei soci, chiamata a rinnovare il consiglio d'amministrazione. 

VITERBO – Giuseppe Fraticelli è l’unico membro del cda Talete a essere rimasto al suo posto. Dopo le dimissioni, lo scorso due aprile, del presidente Salvatore Parlato si sono aggiunte quelle del consigliere Stefania Pierini. Sono arrivate lo scorso sabato, aprendo di fatto una situazione particolarmente delicata.

La società che gestisce il servizio idrico sul territorio dell’Ato1 è chiamata infatti ad approvare il bilancio e allo stato attuale la situazione è paralizzata. Intenzione del vicepresidente Fraticelli è di convocare l’assemblea dei soci, chiamata a rinnovare il consiglio d’amministrazione. 

Ma anche questa partita è particolarmente complicata. Il voto del 26 maggio, con una trentina di amministrazioni che vanno al rinnovo, sembra destinato a cambiare i rapporti di forza tra centrodestra e centrosinistra all’interno dell’assemblea dei soci. Soprattutto perché è alta la probabilità di un cambio di colore di due comuni “pesanti” come Tarquinia e Civita Castellana. Ora il centrosinistra è maggioranza ma dopo il voto è molto probabile non lo sia più.

Ed è complicato pensare che il centrodestra possa puntare a un rinnovo del cda prima della scadenza elettorale. 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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