
VITERBO – Talete è l’argomento che sta tenendo banco in queste ore nell’agenda viterbese. Ieri un’assemblea dei sindaci infuocata, dove è andato in scena una sorta di “Chiara Frontini contro tutti”. O qualcosa di molto simile.
L’asse della discussione Frontini-Romoli, con il presidente della Provincia protagonista di una messa in discussione forte dell’operato del sindaco di Viterbo sul fronte Talete. Viene criticata aspramente la decisione, capitanata dal comune capoluogo, di ricorrere al Tar sulla decisione dell’assemblea dei sindaci, dove il capoluogo non ha potuto esprimersi perché sotto commissario e avvenuta a una manciata di giorni dalle votazioni comunali che hanno cambiato la maggioranza, di aprire l’azionariato di Talete ai privati per una quota pari al 40%.
A rivolgersi al Tribunale Amministrativo Regionale oltre a Viterbo anche Tarquinia, Soriano nel Cimino, Vasanello e Monte Romano. Un’azione legale che chiede un pronunciamento al Tar sulla legittimità di quella votazione, senza però chiedere la sospensiva di quanto deciso.
Una mossa che, a giudizio di molti sindaci, è più che altro da leggere in chiave politica e demagogica e non come una vera difesa dell’acqua pubblica, che è invece quanto sostenuto dai ricorrenti.
Presente all’incontro l’amministratore di Talete Salvatore Genova che ha in più passaggi evidenziato la criticità della situazione, resa ancora più drammatica dal lievitare dei costi dell’energia.
L’azione di trovare privati sul mercato rimane bloccata e per il management della società che gestisce il servizio idrico nell’Ato1 è quella l’unica via possibile per cercare di salvare Talete dal fallimento. Frontini ha invitato ad andare avanti comunque ma, come più sindaci e lo stesso Romoli hanno fatto notare, sarebbe un controsenso aprire una ricerca con la spada di Damocle del Tar che potrebbe annullare tutto.
Da qui la mossa del presidente Romoli: riportare tutto alla votazione di una nuova assemblea, che intenderebbe convocare in tempi strettissimi, così da permettere a Viterbo di esprimersi. Romoli ha anche annunciato l’intenzione di fare astenere la Provincia, invitato gli altri comuni a ricalcare la precedente posizione espressa, a favore o contro all’ingresso di privati, e rendendo quindi il voto di Frontini determinante.
Una mossa che imporrebbe a Frontini una scelta e farebbe decadere l’azione di ricorso al Tar.


















