Talete, Fraticelli convoca i soci per il 17 maggio ma il prefetto Bruno invita a fare tutto dopo le votazioni
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VITERBO - Sulla data è però intervenuto in queste ore il prefetto Giovanni Bruno invitando a spostare l'assemblea a dopo il 26 maggio, a votazioni concluse. Il ragionamento è molto semplice e snocciolato nei dettagli all'interno della lettera. A breve andranno al voto e quindi al rinnovo 27 comuni soci di Talete, tra questi anche Tarquinia e Civita Castellana. 

VITERBO – Talete, fermi tutti. Il cda venuto fuori con il voto dell’assemblea dei soci sul finire del 2018 non esiste più. Rimane solo Giuseppe Fraticelli con il titolo di vicepresidente, dopo le dimissioni del presidente Salvatore Parlato e a seguire del consigliere Pierini. Lo stesso Fraticelli vorrebbe risolvere la situazione, considerata anche l’importanza della società partecipata, e per questo ha convocato l’assemblea dei soci (i comuni) per il 17 maggio. 

Sulla data è però intervenuto in queste ore il prefetto Giovanni Bruno invitando a spostare l’assemblea a dopo il 26 maggio, a votazioni concluse. Il ragionamento è molto semplice e snocciolato nei dettagli all’interno della lettera. A breve andranno al voto e quindi al rinnovo 27 comuni soci di Talete, tra questi anche Tarquinia e Civita Castellana. 

Il quadro attuale dell’assemblea dei soci rischia di mutare profondamente dopo il voto. Oggi la situazione vede in vantaggio e quindi con il potere di decidere il cda il centrosinistra, come dimostrato con le ultime votazioni. Dopo il voto la situazione potrebbe essere molto diversa, considerando il quadro su Tarquinia e Civita Castellana ma non solo. Potrebbe trovarsi in maggiore forza, e quindi nella condizione di decidere il cda, il centrodestra. E soprattutto entrare nel cda forze politiche, di destra, attualmente non rappresentate come la Lega.

Il prefetto ha anche messo nero su bianco nella lettera che non ci sarebbero condizioni d’urgenza utili a giustificare una votazione del nuovo cda il 17 maggio. 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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