Talete, Bossola minaccia i sindaci: “Responsabilità penali per chi non vota l’aumento delle tariffe”
andrea bossola
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VITERBO – Il presidente parla di “società efficiente”. La crisi di liquidità, per lui, è tutta colpa degli utenti: “cattivi pagatori. Morosità al 20%”.

VITERBO – Talete. Oggi la riunione della conferenza dei sindaci per discutere dell’aumento delle tariffe della società idrica si preannuncia molto tesa. Le dichiarazioni del presidente Bossola non aiutano a rasserenare il clima. Per Bossola Talete è una società “tra le più efficienti d’Italia”. E se i sindaci stamani non approveranno l’aumento delle bollette idriche del 3%, o non decideranno, ci penserà l’Arera ad imporre l’adeguamento tariffario in modo da coprire per intero il costo del servizio, così come prevede la legge. Poi la minaccia, nemmeno tanto velata, ai sindaci: “ si esporranno a responsabilità di natura contabile che, parimenti a quelle penali, sono personali. In più diranno implicitamente ad Arera che non credono più in Talete, e quindi tanti saluti ai 40 milioni del fondo di perequazione”.

Per Bossola la crisi finanziaria è principalmente causata da due fattori: l’esiguo capitale sociale  e che il 20% dell’ utenza sia composta da “cattivi pagatori”: “Abbiamo un indice di morosità superiore al 20%, tra i più alti d’Italia. Questa azienda ha solo 400mila euro di capitale sociale. Una cifra irrisoria per vantare un accesso al credito. E per questo è costretta a portare avanti solo la gestione ordinaria, senza possibilità di fare investimenti”.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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