Talete, bollette astronomiche, intervenga la magistratura
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VITERBO – Fuori i nomi dei responsabili delle “bollette pazze” che stanno mettendo in ginocchio migliaia di viterbesi già duramente provati da un anno di pandemia.

VITERBO – Stiamo assistendo da mesi ad aumenti insostenibili sulle bollette dell’acqua che incidono pesantemente  sull’economia delle famiglie viterbesi, già duramente provate dalla pandemia.

Bollette da trecento, quattrocento, cinquecento, seicento euro, in cui il consumo effettivo, già ampiamente rincarato,  è inoltre gonfiato da oneri fissi ingiustificati che aumentano gli importi anche del 300%.

Uno scandalo. Abbiamo chiesto più volte alla politica di intervenire ma, a parte alcuni partiti di minoranza di Palazzo dei Priori (Viterbo 2020 e Movimento Cinque Stelle) quest’ultima, almeno finora, ha deciso di non decidere. Consigli provinciali rinviati, consigli comunali inconcludenti… e così via. Si traccheggia mentre i cittadini e le imprese vengono massacrati da questi “signori”.

Allora, arrivati a questo punto, data la palese inefficienza di una certa classe politica, chiediamo alla magistratura di intervenire. Di fare chiarezza. Di capire se una società privata che gestisce un bene pubblico di prima necessità come l’acqua possa comportarsi in questo modo, al limite della condotta estorsiva.

Una società fortemente indebitata. In cui sia il presidente che i due consiglieri del cda si sono dimessi. Dunque una società senza un management che ne indirizzi le azioni. Allora chi ha dato l’ordine di gonfiare smisuratamente le bollette in un momento come questo? Fuori i nomi e i cognomi. Non è possibile che un evento di tale gravità rimanga senza i responsabili.

La magistratura deve, e sottolineo deve, indagare perché stanno accadendo cose troppo strane e non è possibile che a farne le spese siano i cittadini che, per un servizio scadente, si trovino a pagare bollette dai costi più alti d’Italia.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Sette vite spezzate in un lampo di fuoco e polvere.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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