
EDITORIALE – Scripta manent, anche “verba” però. Soprattutto se stai a cena e chi ti invita registra. La vicenda Bruzziches docet e dà una lezione a tutti. Lo sa bene “er bullo” Cavini che voleva “scajennare” e invece si ritrova “sputtanato” sui giornali a giorni alterni e sotto inchiesta della Procura che formula il reato di “minacce a corpo politico”.
Vicenda utilizzata politicamente da chi vorrebbe mettere fine alla consigliatura Frontini nel nome del bene di una città che ha governato per decenni, in molti casi, senza particolari segni evidenti di questo grande amore. Ma ognuno racconta la sua storia e la macchina della propaganda è sempre accesa là dove le capacità vere stentano a emergere.
Ma la cena a casa Bruzziches ha scoperchiato un vaso di Pandora. Oggi infatti molti registrano quasi tutte le conversazioni che fanno con altri, se questi contano qualcosa. Alcuni fanno screenshot a nastro di scambi in chat di altri uomini e donne di spicco locale, soprattutto quando i toni si accendono. Giusto in queste ore ci hanno “rifornito” con tanti bellissimi screenshot che immortalano espressioni “divertenti” con cui lo stesso (o la stessa, non riveleremo il sesso infatti) parla dei cittadini di Viterbo. Si va dall’inflazionato “viterbicoli”, usato per mettere in evidenza lo scarso capire, ad altre frasi molto ma molto più colorate.
Così, davanti a cotanto materiale, abbiamo organizzato una cena con un gruppo ristretto del giro de La Fune. Uno dei nostri si è offerto per ospitarci da lui, scatenando ovviamente in tutti noi il sospetto che oltre alla tavola avesse apparecchiato anche una bella registrazione. Oggi a Viterbo funziona così, è il galateo.
Durante la cena abbiamo parlato di questi screenshot che ci hanno inviato e abbiamo ragionato se pubblicarli o meno. Abbiamo passato al vaglio diverse ipotesi. In un passaggio qualcuno di noi ha anche ipotizzato di iniziare a pubblicare una parte, sputtanare la persona, contattarla e poi andare all’incasso per sospendere le pubblicazioni. Un bel reato di estorsione su cui abbiamo ragionato, che nella registrazione della cena fatta è lì messo sul nastro e che magari se il nostro amico decidesse di farci un bello scherzetto potrebbe dare il tutto in pasto a qualcuno che potrebbe bellamente “sputtanarci”. Peccato che mentre ipotizziamo il reato ci scherziamo sopra, che il nostro è un ragionare provocatorio. Ma tanto se “te la vogliono creare” (cit. Cavini), te la creano.
Ci è venuto in mente il film Minority Report, di qualche anno fa, con Tom Cruise. Lì la polizia arrestava le persone ancora prima che commettessero il reato, in pratica solo il pensare un reato equivaleva a commetterlo. Con buona pace del libero arbitrio, della possibilità di cambiare idea all’ultimo e tutte le altre implicazioni morali ed etiche.
Ma dobbiamo capire che viviamo nell’era della politica fluida, che non esistendo più si affida ad altra roba per raggiungere il nobile fine che a poggiare culi (sempre gli stessi da venti-trenta anni ovviamente) su certe poltrone siano persone “in gamba”. Ci è cascato anche papa Francesco nelle ultime ore. Ha parlato in un incontro riservato, ha usato certe parole sui gay e qualche uomo di Chiesa (probabilmente volendo far rivivere l’esperienza di Giuda) l’ha raccontato a Dagospia. Se accade a quei livelli figuriamoci cosa possa palesarsi in provincia, specie se piuttosto remota.
Sta di fatto, ve lo diamo per certo, che l’esperienza Bruzziches ha insegnato tanto e oggi a Viterbo è tutto un registrare. Si registra per “scucire” frasi scomode da servire sul palcoscenico della gogna social o mediatica. Ci sono persone che si fanno grosse con frasi del tipo: “Me la volevano fa sentì pure a me la registrazione ma mi sono rifiutato”. Le registrazioni valgono più dei soldi, sono preziose. Le registrazioni sono utili per fare “secchi” i nemici, per seminare il panico, per accreditare teoremi alimentati solo da un elemento craxiano: “la lotta feroce per il potere”. Beh è chiaro che potrebbero essere utili anche per estorcere denaro. Oh noi ci abbiamo pensato, ma sicuramente siamo stati gli unici. In questa città non è mai accaduta una cosa del genere, in Procura lo sanno che a Viterbo non è mai accaduto quindi va tutto bene. Tutti possiamo dormire tranquilli, registrati “sputtanati” e contenti.
E’ la politica bellezza! Altro che “sangue e merda”, meglio dire “registrazioni e merda”. Ora potete spegnere il tasto stop, la cena è finita. Andate in pace. E non vi lamentate di vivere in uno stato di polizia, quella è roba seria, qui è solo provincialismo.


















