T-urbe#19 > 5 miti da sfatare sull’urbanistica
turbe19c
Masicar800x120-optimize
Breve elenco di 5 miti da sfatare sull'urbanistica. Per capire la normalità delle cose.

In settimana, alla Camera di Commercio di Viterbo, sono state presentate le linee guida inerenti ai piani integrati. Ho letto un po’ di articoli e commenti a riguardo, parecchi dei quali accomunati da una sorta di emozione, un friccichio semi-nascosto, un’allegria inorgoglita riguardo la lungimiranza e l’ampiezza di vedute di questi piani integrati. In effetti, non sono male affatto. Finalmente si parla di riqualificazione, di servizi, di valorizzazione, di ruoli ben definiti tra attore pubblico e attore privato. Il problema sta da un’altra parte a mio avviso: perché finora non se ne era mai parlato? Chiariamoci, non vorrei smontare gli animi accesi dalle buone intenzioni, ma sento la necessità di chiarire un aspetto che forse è sfuggito da qualche parte. È NORMALE. Le linee di indirizzo che sono state illustrate sono normali, seguono delle idee di sviluppo urbano di tipo canonico, i piani integrati non inventano niente di nuovo, esistono da decenni ormai e sono NORMALI, anche se non sempre è stato così a Viterbo. E soprattutto, la distinzione dei ruoli tra pubblico e privato è ancora più normale. Ci stupiamo perché un’amministrazione pubblica prenda posizione rispetto alla necessità di delineare i pesi e le misure rispetto ai quali sviluppare e\o riqualificare una parte urbana? Se sì, bisogna chiarire alcuni punti, credo essenziali, per poterci capire qualcosa quando si parla di questioni urbanistiche.

Propongo, quindi, il mio elenco dei punti da sfatare sull’urbanistica:
1- I privati tengono le redini delle contrattazioni = si fa quel che vogliono loro
No, no, assolutamente, categoricamente no. Non per ragioni vetero stataliste, pseudo comuniste e compagnia bella, ma semplicemente perché l’amministrazione pubblica è rappresentante e garante dei diritti di ogni singolo cittadino che vive in quel bene comune chiamato città ed è tenuta a operare per il bene pubblico. Punto. Poi con i privati si contratta, si lavora, si discute e si arriva a degli accordi – ovviamente-, ma sempre nell’interesse pubblico.

2- Crescita della città = nuove costruzioni
Anche questo è un bel no secco. La crescita è sfaccettata, può prendere tante direzioni, non banalmente quella della crescita a macchia d’olio di costruzioni immerse nel nulla. La crescita avviene anche attraverso la riqualificazione, il riuso, la valorizzazione del tessuto esistente. È più economico e coerente con una crescita sostenibile.

3- L’urbanistica si occupa di strade
Certo! Non lavora sui sensi di marcia delle strade, ma si occupa di collegamenti, di gestione e pianificazione di interventi di trasformazione a scala decennale o pluridecennale (=come sarà Viterbo nei prossimi 10\15\20 anni?), di riqualificazione e valorizzazione del patrimonio edilizio esistente, di linee di sviluppo urbano ed economico e di tante altre cose che forse vi sembreranno noiosissime (ma che invece a me danno il friccichio di cui sopra)

4- È importante la quantità di verde pubblico
Sì, ma non solo. La quantità è importante tanto quanto la qualità. Per progettare una nuova espansione urbana devono essere previsti per obbligo di legge un certo numero di mq di verde pubblico, all’interno dei quali – spesso purtroppo – vengono conteggiati spartitraffico, pezzetti di terra in salita o rovi inutilizzabili da chiunque.

5- L’urbanista è architetto e l’architetto è urbanista
Può capitare, ma non è la regola. Dipende dal tipo di studi universitari fatti; esistono architetti che firmano qualche progetto urbanistico, ma esistono anche urbanisti che lavorano solo con l’urbanistica e che alla domanda sibillina “Ma secondo lei una casa esposta a nord ovest è migliore di una casa esposta a nord est?” non hanno la più pallida idea di come rispondere per mantenere un certo aplomb*.

 

*La risposta non me la ricordo, ma c’entravano qualcosa lo scirocco e la tramontana. Amplomb perduto…

800x120 (1)
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
TdP_Inalazioni
domenicale post
Onda
Jeep_Compass_apex_300x300_200
Foto Fisioterapy Center
Fune 300x300
monastero interno
lafune_300 x 600
aiac_banner_01
asvis 2
POST FB 01
Masicar300x300-optimize