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Articoletto in 11 punti su una delle notizie clou della settimana: l’abbattimento di alcuni tigli in via Lorenzo da Viterbo.

Ecco a voi un breve commento su una delle notizie clou che questa settimana ha scatenato commentatori dell’ultima ora, neofiti delle tecniche agroforestali e cittadini: l’abbattimento di alcuni tigli in via Lorenzo da Viterbo.

L’operazione di abbattimento, figlia dell’ordinanza comunale n. 42 emessa il 3 giugno scorso (che stabiliva l’abbattimento di tre tigli giudicati pericolanti), ha provocato dure reazioni da parte di un gruppo di cittadini. Ho cercato di leggere le cronache di quelle giornate, ma sono stata assalita da un senso di confusione abbastanza destabilizzante. Una confusione che è aumentata a dismisura quando ho letto che il sindaco Michelini volesse fare un ulteriore sopralluogo sul luogo del misfatto, accompagnato da docente della facoltà di Agraria dell’Università della Tuscia. Ma come?! Non c’era già stata l’ordinanza? Non è stata corredata da una relazione tecnica a giustificazione dell’operazione? Non capisco.
Per dipanare la confusione sono andata a vedere anch’io.

E mentre sembravo uno di quei vecchietti con le braccia incrociate sulla schiena che guardano i lavori della metro C, ho pensato un bel po’ di cose.

In ordine (i primi 6 punti sono le premesse, non scontate, dei pensieri successivi):
1- Gli alberi, grazie alla termoevapotraspirazione, contribuiscono a rendere il clima cittadino più fresco e a ridurre le isole di calore che in estate rendono gli esterni delle grandi città invivibili.
2- Gli alberi rimuovono lo smog e le polveri sottili e riducono l’inquinamento acustico, fungendo da vere e proprie barriere acustiche.
3- Gli alberi riducono il ruscellamento delle acque meteoritiche grazie all’azione assorbente di terra e radici.
4- Gli alberi contribuiscono alla biodiversità e alla salvaguardia degli ecosistemi in città.
5- Gli alberi contribuiscono ad aumentare il valore immobiliare degli stabili ad essi adiacenti. La proprietà immobiliare in una strada in cui ci sono degli alberi ha un valore per il 18% superiore a quello della medesima strada senza alberi.
6- Gli alberi garantiscono un elevato livello delle qualità estetico-percettive dello spazio urbano.

7- Gli alberi, come ogni altro essere vivente, hanno un ciclo di vita che prevede nascita, crescita, sviluppo e morte. Si ammalano, muoiono. Facciamocene una ragione.
8- Gli alberi non correttamente manutenuti, malati, compromessi possono essere pericolosi. Il pericolo corrisponde alla propensione al cedimento dell’albero o di sue parti oppure, in termini statistici, alla probabilità che si verifichi un cedimento. I cittadini devono essere tutelati dal pericolo e l’amministratore pubblico deve prendersi tutte le sue responsabilità e agire di conseguenza (prevenendo, ovviamente).
9- Gli alberi hanno un costo di manutenzione e gestione. Gli alberi giovani costano meno degli alberi vecchi.
10- Esistono delle figure professionali specifiche in grado di valutare il grado di rischio, che firmano una perizia col loro nome e cognome, assumendosi tutta la responsabilità del caso. Dobbiamo fidarci della loro capacità e competenza. Io non ho studiato questi argomenti, quindi mi affido a chi ne sa più di me, anche se secondo nonna e zia l’albero è sano e gode di ottima salute. Scienza vs credenza.
11- Gli alberi abbattuti devono essere sostituiti. Non possono essere rimossi e basta. Nel caso in cui ciò non avvenga, allora la cittadinanza deve realmente e coscientemente protestare. Con la ragione dalla sua.

 

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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