

VITERBO – Una giornata che segna un prima e un dopo per il patrimonio archeologico della Tuscia. In occasione della prestigiosa presentazione dell’acquisizione degli affreschi della Tomba François, il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, ha ufficializzato (lunedì 29 giugno) l’ingresso del dicastero all’interno della Fondazione Vulci.
Un annuncio che ha il sapore di un riconoscimento di altissimo livello per il valore storico e culturale del Parco archeologico e naturalistico di Vulci, aprendo la strada a nuove e ambiziose prospettive di tutela e valorizzazione. Gli uffici del Ministero e quelli della Fondazione, a quanto si apprende, sono già operativi e al lavoro per definire le linee strategiche di questa nuova sinergia.
Il commento della Presidente Laura Allegrini
Per la neo-presidente della Fondazione Vulci, Laura Allegrini, si tratta di un esordio alla guida dell’ente segnato da un successo di portata straordinaria.
“È una giornata importante per tutto il Viterbese – ha dichiarato la presidente Allegrini –. L’ingresso del MiC è un risultato concreto, che nasce da un grande lavoro di squadra, sia in veste istituzionale che tecnica. È un’emozione, ma soprattutto uno strumento fondamentale che consentirà una crescita esponenziale nella valorizzazione del Parco e di tutto il territorio. Ringrazio tutti coloro che hanno contribuito a questo traguardo”.
L’entusiasmo dei territori: Montalto e Canino
La notizia è stata accolta con grande orgoglio dai comuni direttamente coinvolti nella gestione del sito. Dal Comune di Montalto di Castro parlano di “un passaggio di straordinaria importanza”, sottolineando come l’ingresso del Ministero rafforzi il percorso intrapreso, proiettando Vulci verso una dimensione di promozione culturale sempre più internazionale.
Sulla stessa lunghezza d’onda anche il Comune di Canino, che definisce il momento “fondamentale” per il riconoscimento dell’importanza del sito ai massimi livelli istituzionali. “Questo passo – spiegano dall’amministrazione – ci inorgoglisce e dimostra che la visione strategica adottata, basata sulla stretta collaborazione tra i comuni, la Fondazione, la Regione Lazio e ora il Ministero, è quella corretta per custodire l’eredità che gli Etruschi ci hanno lasciato”.
Con questa operazione, Vulci si candida a diventare un polo culturale di riferimento, capace di attrarre investimenti e attenzione, consolidando il ruolo del Parco come uno dei pilastri dell’offerta archeologica non solo del Viterbese, ma dell’intero Paese.



















