
Bello Museo Doebbing, importante la sua apertura. Queste sono le ore del racconto di un qualcosa di significativo ma la sensazione che abbiamo è che il Museo di per sé sia più che la luna il dito. Questo perché siamo fiduciosi che Sutri si sia messa in cammino davvero, cercando di parlare un linguaggio adatto a tempi dell’oggi.
Linguaggio per coraggiosi, gente identitaria nel senso positivo. Nell’era della globalizzazione forse può vincere chi dice no. Chi non scappa a New York o Londra ma rimane a casa, iniziando a immaginare come mettere a frutto il tutto. Sì, Sutri ha una carta importante in mano che si chiama Vittorio Sgarbi ma per andare oltre deve metterci del suo. Deve poter sognare un Rinascimento possibile e con questo racconto di diversità contaminare quanti più cittadini si può.
Sutri punta su cultura, arte, bellezza. Scommette su se stessa e decide di rompere l’amaca mentale dell’attesa di qualcosa che cada dal cielo. L’amministrazione comunale guidata da Vittorio Sgarbi si mette in cammino, alla ricerca o meglio all’inseguimento di quello che ha in mente: un borgo turistico internazionale.
Pazzia? No, follia nel senso di Erasmo da Rotterdam. La Fune abbraccia i protagonisti di questa direzione, condividendone lo spirito alla base. Come giornale del territorio oggi siamo con Sutri. Co


















