Sutri, oltre a un museo c'è di più
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Bello Museo Doebbing, importante la sua apertura. Queste sono le ore del racconto di un qualcosa di significativo ma la sensazione che abbiamo è che il Museo di per sé sia più che la luna il dito. Questo perché siamo fiduciosi che Sutri si sia messa in cammino davvero, cercando di parlare un linguaggio adatto a tempi dell'oggi.

Bello Museo Doebbing, importante la sua apertura. Queste sono le ore del racconto di un qualcosa di significativo ma la sensazione che abbiamo è che il Museo di per sé sia più che la luna il dito. Questo perché siamo fiduciosi che Sutri si sia messa in cammino davvero, cercando di parlare un linguaggio adatto a tempi dell’oggi.

Linguaggio per coraggiosi, gente identitaria nel senso positivo. Nell’era della globalizzazione forse può vincere chi dice no. Chi non scappa a New York o Londra ma rimane a casa, iniziando a immaginare come mettere a frutto il tutto. Sì, Sutri ha una carta importante in mano che si chiama Vittorio Sgarbi ma per andare oltre deve metterci del suo. Deve poter sognare un Rinascimento possibile e con questo racconto di diversità contaminare quanti più cittadini si può.

Sutri punta su cultura, arte, bellezza. Scommette su se stessa e decide di rompere l’amaca mentale dell’attesa di qualcosa che cada dal cielo. L’amministrazione comunale guidata da Vittorio Sgarbi si mette in cammino, alla ricerca o meglio all’inseguimento di quello che ha in mente: un borgo turistico internazionale. 

Pazzia? No, follia nel senso di Erasmo da Rotterdam. La Fune abbraccia i protagonisti di questa direzione, condividendone lo spirito alla base. Come giornale del territorio oggi siamo con Sutri. Co

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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