

IL CORNER DEL PROFESSORE – La felicità è un obbligo. Siamo stati fortunati a nascere qui. Acqua sulfurea, laghi, mari e monti, monumenti, castelli e palazzi nobili, prodotti della terra unici e piatti buonissimi, qualità dell’aria eccezionale, paesaggio incontaminato e borghi scolpiti nella storia. La Tuscia è tutto questo e molto di più. Perché mai non siamo tutti felici o almeno ricchi? Come minimo dovremmo esserne tutti orgogliosi. Perché la sensazione dominante è la frustrazione? Credo che la causa sia economica. Ci manca un modello economico, una sorta di faro da seguire. Un punto di riferimento nelle scelte e guida nelle strategie. Al contrario andiamo avanti a caso.
Dobbiamo domandarci: perché non abbiamo una economia florida con tutte le ricchezze sopra citate? Quando abbiamo dei dubbi sul vendere o comprare una casa, cambiare lavoro o suggerirne uno ai nostri figli non abbiamo altro punto di riferimento se non la sopravvivenza. Noi, il popolo discendente dai romani e inventori del Rinascimento, che tra i tanti figli illustri annoveriamo Michelangelo, Leonardo ed Enrico Fermi, ci siamo ridotti a sopravvivere.
Al contrario dovremmo essere sicuri che le cose andranno meglio, che lasceremo ai nostri figli più di quello che abbiamo trovato e che saranno molto più felici di noi. Abbiamo come obbligo morale essere felici e come obbligo secondario creare le condizioni perché lo siano i nostri figli. Quale è la radice di tanta negatività? Purtroppo i nodi vengono al pettine. In ogni momento tra le molte opzioni ci rifugiamo nell’egoismo con macro conseguenze negative. I problemi di oggi sono frutto di scelte sbagliate delle precedenti generazioni a cui mancava lo stesso faro.
La grande generazione della ricostruzione ci ha restituito l’Italia, ha creato le condizioni per il buon economico e fatto felici. Da allora la mancanza di un punto di riferimento economico nelle scelte, soprattutto politiche, ci ha logorato ai fianchi e oggi siamo tutti frustrati.
Credo nell’opposto. Possiamo costruire un nuovo Rinascimento del XXI secolo basato sull’esaltazione di acqua sulfurea, laghi, mari e monti, monumenti, castelli e palazzi nobili, prodotti della terra unici e piatti buonissimi, qualità dell’aria eccezionale, paesaggio incontaminato e borghi scolpiti nella storia. Ma anche di persone ed abilità, di capacità individuali e unicità. Dopo anni di interviste e conversazioni con personaggi ne sono sempre più convinto. Gli esempi che funzionano, Civita di Bagnoregio o Bolsena per citarne un paio, lo sanno, ci credono ed operano con questo credo tutti i giorni. Articoli simili ne ho scritti ma questa volta voglio chiudere con un esempio.
Si chiama Mirko Mazzotta. Nella vita di tutti i giorni ha un buon lavoro e ne è fiero. Ha un alter ego: in arte si fa chiamare M-Zeta. È un cantante e scrive i suoi testi. È anche un bel ragazzo oltre ad avere la voce intonata. Lo abbiamo invitato alla serata conclusiva di Tuscia in Fiore al Campo delle Rose. È piaciuto a tutti ma ha fatto impazzire i ragazzi afflitti dallo spettro autistico con i quali ha ballato, cantato e cenato. Un cuore infinito.
Prevedo per lui un futuro radioso e non solo per il suo talento artistico. Si fa voler bene da tutti ed è sempre pronto ad allargare la sua schiera di amici. Se fosse cresciuto altrove sarebbe già conteso da mille attività commerciali e produttori musicali ma deve, lui come tutti, lottare con la cultura che ci affligge. Dopo averlo fatto per mia figlia, passo la vita a cercare di creare le condizioni perché sempre più viterbesi ed abitanti della Tuscia possano avere una chance di superare la cultura medievale. L’esempio del risultato è Villa San Giovanni in Tuscia dove la direzione economica è cambiata e con lei l’aspettativa di felicità, grazie al giovane ed abile sindaco, Fabio Latini, che ha scelto per il tempo pieno a scuola, il cammino dei tre villaggi, pensato e curato dall’associazione Stay Freedom, che attira centinaia di camminatori ogni fine settimana. Andate a prenderci il caffè uno di questi giorni e vedrete con i vostri occhi. A proposito, provate a chiedere di Tuscia in Fiore.





















