"Superamento delle Camere di Commercio", la lettera di Squinzi (Unindustria) a Renzi che imbarazza la candidatura di Merlani
Domenico-Merlani
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La sfida per la Camera di Commercio si complica. Una lettera firmata dal presidente nazionale Squinzi mette in imbarazzo la candidatura di Domenico Merlani alla guida dell'ente camerale viterbese.
Camera di Commercio di Viterbo

Quale destino per la Camera di Commercio di Viterbo? La corsa per il rinnovo della presidenza vede un solo candidato palese: Domenico Merlani di Unindustria. La sua però non riesce a essere una candidatura condivisa. Si sono infatti formate, tre le varie associazioni di categoria, due coalizioni. Una a sostegno dello stesso Merlani e l’altra che non ha ancora espresso un proprio candidato.

 

Ad abbassare le quotazioni di Merlani presidente e a rischiare di azzopparne il cammino spunta una lettera, firmata dal presidente Unindustria Nazionale Giorgio Squinzi, indirizzata al premier Matteo Renzi. Lettera piuttosto imbarazzante per il candidato Unindustria alla Camera di Commercio viterbese per quello che è il contenuto. Squinzi infatti chiede a Renzi una riforma del sistema camerale, prospettandone come estrema soluzione anche il superamento. Rimandiamo alla fine dell’articolo per la lettura del testo integrale della lettera, datata i primi d’aprile.

 

Per il numero uno di Unindustria Viterbo, che potrebbe a oggi andare alla guida dell’ente di via Fratelli Rosselli con una prova muscolare di consiglio, questa lettera genera non poco imbarazzo. E’ di fatto il candidato di quell’associazione di categoria che a livello nazionale arriva anche a teorizzare un superamento delle Camere di Commercio. Una posizione che cozza molto con il discorso pronunciato la settimana scorsa dal presidente uscente Ferindo Palombella e applaudito dalle varie associazioni di categoria presenti.

 

LEGGI IL DISCORSO DI PALOMBELLA

 

L’imbarazzo di questa lettera potrebbe tra le altre cose rompere gli indugi di un pezzo dell’alleanza Merlani, non ufficialmente apparentata e che dopo l’atto di nomina del consiglio di Zingaretti è andata un bel po’ in fibrillazione. Ci riferiamo alla Coldiretti, che potrebbe decidere di entrare nella partita con un proprio candidato presidente, capace di aggregare di fatto gran parte del sistema delle piccole e medie imprese.

 

LEGGI GLI SCHIERAMENTI IN CORSA

 

IL TESTO DELLA LETTERA

 

Illustre Presidente,

negli ultimi mesi abbiamo avviato un confronto con le nostre associate volto ad approfondire e valutare le modalità di funzionamento del  Sistema delle Camere di Commercio e il loro impatto sulle imprese. 

Dall’analisi svolta sul territorio è emersa una profonda  insoddisfazione nei confronti delle attività svolte dalle Camere di Commercio. La percezione diffusa è di un sistema oneroso da un punto di vista economico e ridondante rispetto a diverse attività svolte. La situazione è aggravata dalla crescente conflittualità collegata ai rinnovi della governance, spesso fonte di contenziosi giudiziali.

Alla luce di quanto emerso dall’analisi e dal dibattito  che si è svolto nei nostri organi, riteniamo indispensabile un intervento di riforma  da realizzare in tempi rapidi, con l’obiettivo di contenere i costi che gravano oggi sulle imprese,  rifocalizzare e delimitare le funzioni delle Camere e semplificarne la governance. Laddove tale intervento non fosse possibile , sarebbe allora necessario valutare l’opportunità di un definitivo superamento del sistema camerale, con conseguente riallocazione delle funzioni utili (esempio tenuta Registro delle Imprese, ecc).

Mi auguro  che il nostro documento possa  rappresentare un contributo costruttivo al dibattito in corso. Sono a Sua disposizione  per un confronto nel merito delle nostre proposte.

 

 

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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