Suona la campanella: per 35mila studenti della Tuscia è l'ora dello zaino in spalla
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Un movimento imponente, fatto di campanelle che tornano a suonare, di pullman di linea presi d'assalto, di corse all'ultimo minuto e di quel formicolio nello stomaco che non passa mai, neanche quando si cresce. Buona scuola a tutti.

VITERBO – Il profumo dei libri nuovi, l’ansia della prima pagina del diario da riempire, l’inevitabile nodo alla gola e il chiacchiericcio che torna a riempire le piazze e le strade. Il conto alla rovescia è ufficialmente scaduto: questo lunedì mattina si torna in classe.

Per migliaia di bambini, ragazzi e famiglie della provincia di Viterbo le vacanze estive sono ormai un ricordo da archiviare. La Tuscia si rimette in moto, e lo fa attraverso il suo esercito più bello e vivace: quello dei banchi di scuola.

A comporre questo grande mosaico formativo sono complessivamente circa 35mila studenti, pronti a popolare le aule dei vari centri della provincia, dal capoluogo fino ai borghi più suggestivi della nostra terra.

Scendendo nei dettagli dei numeri che fotografano questo nuovo anno scolastico, la fetta più consistente è quella delle scuole superiori, dove siedono circa 13.500 ragazzi, tra licei, istituti tecnici e professionali. C’è poi il mondo colorato e brulicante della scuola primaria (le elementari), che taglia il nastro di partenza con circa 10.280 bambini. A seguire troviamo la scuola secondaria di primo grado (le medie), che conta circa 7.150 – 7.200 studenti, un’età di transizione e di grandi scoperte. A completare il quadro, l’abbraccio iniziale dei più piccini: circa 4.700 bambini frequentano le scuole dell’infanzia provinciali.

Un movimento imponente, fatto di campanelle che tornano a suonare, di pullman di linea presi d’assalto, di corse all’ultimo minuto e di quel formicolio nello stomaco che non passa mai, neanche quando si cresce. Buona scuola a tutti.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sette vite spezzate in un lampo di fuoco e polvere.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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