Sulla facciata del Cattedrale di San Lorenzo l’ombra del Vignola
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Ecco uno studio che potrebbe portare a identificare il progetto del duomo di Viterbo con uno dei progetti inediti di Jacopo Barozzi detto il Vignola o di Tommaso Ghinucci, architetto allievo dello stesso Vignola.

Sulla facciata del Cattedrale di San Lorenzo c’è l’ombra del Vignola. Dopo il presunto Michelangelo custodito al Museo del Colle del Duomo e sul quale si susseguono da tempo vari studi, l’ultimo dei quali iniziato pochi giorni fa (leggi qui), ecco uno studio che potrebbe portare a identificare il progetto del duomo di Viterbo con uno dei progetti inediti di Jacopo Barozzi detto il Vignola o di Tommaso Ghinucci, architetto allievo dello stesso Vignola.

La facciata attuale venne realizzata fra il 1568 ed il 1570 per volontà dell’allora vescovo di Viterbo card. Gambara, il cui nome è inciso sulla stessa. Attualmente le indagini di Gianpaolo Serone di Archeoares e di Alessio Patalocco si muovono per comparazione e sulla base di documenti che certificano la presenza di diverse figure importanti appartenenti, in qualche maniera, alla “cerchia” del Gambara. Tra questi c’è Il Vignola.

Leggi anche: Al via nuovi studi sulla tavoletta michelangiolesca

Se si pensa che anche Villa Lante fu una commissione del cardinale Gambara al Vignola, che a Viterbo ha realizzato anche la fontana di san Pietro alla Rocca, ovvero la fontana di piazza della Rocca, e la porta Faul, la comparazione non suona straordinaria. Per questo motivo si stanno eseguendo delle comparazioni tra i progetti editi ed inediti dei due architetti, del Vignola e del suo allievo Ghinucci, con la facciata della Cattedrale, che fu rifatta interamente per volontà di Gambara.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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