Al via oggi altri studi sulla Crocifissione attribuibile a Michelangelo
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Lo studio mira a dare più certezze sul tipo di interventi subiti dalla tavoletta che ad occhio nudo sembrerebbe infatti essere stata ritoccata, soprattutto sul volto del Cristo, e mira a dare basi scientifiche più solide sulle quali lavorare per una attribuzione definitiva dell’opera.

Ancora studi sulla Tavoletta michelangiolesca conservata al Museo del Colle del Duomo di Viterbo. Questa mattina la prof. Claudio Pelosi insieme alla dott. Giorgia Agresti hanno iniziato uno studio per cercare di ampliare le conoscenze scienficihe sulla crocifissione attribuibile, secondo molti indizi, a Michelangelo.

Lo studio prevede tre fasi: quella della Foto infrarosso per falsi colori, la riflettografia e l’ultravioletto. Gli esami permetteranno di individuare materiali pittorici, rilevare il disegno preparatorio ed eventuali correzioni e di evidenziare ritocchi e\o restauri intervenuti successivamente alla realizzazione della tavoletta.

Lo studio mira a dare più certezze sul tipo di interventi subiti dalla tavoletta, conservata ed esposta al Museo del Colle del Duomo che ad occhio nudo sembrerebbe infatti essere stata ritoccata, soprattutto sul volto del Cristo, e mira a dare basi scientifiche più solide sulle quali lavorare per una attribuzione definitiva dell’opera.

Sono tanti gli elementi che fanno pensare che possa essere stata la mano di Michelangelo a dipingere la tavoletta. Da una lettera scritta da Vittoria Colonna allo stesso Michelangelo (di cui abbiamo parlato qui) ad una serie di indizi legati all’abbigliamento dei soggetti raffigurati (qui).

I primi risultati degli studi finanziati da Archeoares in collaborazione con la Diocesi di Viterbo, arriveranno la prossima settimana.

 

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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