Macchina - Sul Fatto Quotidiano: "non si può guardare dalla bruttezza"
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"L’originale va in processione da 750 anni a Viterbo, il suo clone non si può guardare dalla bruttezza". Fiore del Cielo viene confusa con un clone di se stessa e criticata duramente,

Dopo l’inserimento nella toptrash sul Corriere della Sera online (qui) e il servizio entusiasta del Tg5, anche sul Fatto Quotidiano online Fiore del Cielo attira l’attenzione, subendo una dura critica. In un pezzo in cui si attacca Eataly, che ospita Fiore del Cielo, per la gestione poco trasparente degli appalti, Januaria Piromallo (leggi qui) confonde la Macchina esposta con un clone della stessa e dice che “non si può guardare dalla bruttezza”.

“E – scrive la giornalista – mentre la Corea del Sud presenta un’installazione digitale da urlo e una spettacolare “Moon Jar” (vaso luna), mentre la Coop Italia mette in scena banchi interattivi e nasi antisofisticazione, Farinetti cosa fa? Nel mezzo del suo spazio piazza una replica del “Fiore del Cielo” con angeli aggrovigliati intorno a un indefinito coso sul quale si innalza una madonna che dà la sua benedizione. L’originale va in processione da 750 anni a Viterbo, il suo clone non si può guardare dalla bruttezza”.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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