Striscia l'arsenico, Viterbo torna su Canale 5 e mette in mostra il peggio di sè
roberto
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Viterbo torna su Striscia la Notizia per una nuova ed entusiasmante figura di "melma". Ancora questione arsenico, roba che per decenni tutti hanno ignorato (causando danni alla salute dei cittadini).

Gimmy Ghione è tornato. Ancora una volta Viterbo finirà in televisione a causa del problema arsenico. Il sindaco Leonardo Michelini farà la figura del classico sindaco italiano che promette soluzioni a breve e che poi rivedrà presentarsi alla porta l’inviato di Striscia la Notizia, pronto a ricordare la promessa non mantenuta. Tutto secondo copione della tragicommedia del Belpaese.

 

“A giugno dovrebbe essere attivato il dearsenificatore”, così ha detto Michelini a Striscia. Anche lo stesso primo cittadino però si è mostrato un po’ scettico su questa tempistica e prospettato una soluzione “a dopo Santa Rosa”. La situazione ha dell’incredibile. La vicenda arsenico è nota da fine anni Novanta, dal 2001 i Comuni dovevano sistemare le cose e tutti se ne sono lavati le mani. Oggi Michelini si trova col cerino in mano. Deve fare in rapidità, con risorse strette, etc … quello che chi lo ha preceduto non si è nemmeno preoccupato di prendere in considerazione.

 

Tra l’altro la soluzione dearsenificatore è un bluff clamoroso. “Una truffa”, per utilizzare un parere espresso dal sindaco di Montefiascone Luciano Cimarello in un incontro pubblico sull’arsenico che ho moderato per RadioGiornale. E mentre si buttano soldi per una soluzione “folle”, quella dei dearsenificatori, Viterbo viene nuovamente raccontata agli italiani come una città dove non è buona nemmeno l’acqua. Come dire: oltre il danno la beffa.

 

Michelini, in quanto sindaco, ha sicuramente delle responsabilità. Fare però ricadere su di lui ritardi sul montaggio dei dearsenificatori o altro ci appare piuttosto inutile e ingiusto. Le colpe politiche di questa brutta storia che interessa Viterbo vanno ricercate altrove. A Michelini va chiesto di spezzare il filone “dell’ignavia” e affrontare con energia questa problematica (come tra l’altro promise in campagna elettorale). A Michelini va chiesto di non arrendersi alla falsa soluzione dei dearsenificatori, di aprire un tavolo con gli altri sindaci della Tuscia per dare una soluzione strutturale al problema.

 

Intanto godiamoci una nuova figura di “melma” su Canale 5.

 

 

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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