Strade della Tuscia sempre più pericolose, morti e feriti aumentati dal 2021 al 2023
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I dati Istat in merito ci permettono per il 2023 di capire anche quanto ha pesato il capoluogo con le sue strade: 342 incidenti (i restanti 460 sono accaduti su strade al di fuori di Viterbo), 401 i feriti nel capoluogo (i restanti 742 su altre strade) e 5 i morti (i restanti 13 su altre strade).

VITERBO – C’è un problema sulle strade della Tuscia. Aumentati negli ultimi anni il numero di incidenti, i feriti e purtroppo anche i morti. A dirlo sono i dati elaborati da Istat. Un dato, tra l’altro, in controtendenza rispetto all’andamento a livello nazionale dove il numero dei morti tende a scendere e in alcune province è stato addirittura dimezzato.

I dati forniti da Istat arrivano a registrare fino al 2023, dando riferimenti sul biennio precedente 2021-2022. Tutto questo mentre sullo sfondo ci sarebbe una cosa chiamata programma ‘Road Safety Policy Framework 2021 – 2030. Si tratta di un programma della Commissione Europea che punta a dimezzare il numero dei morti sulle strade partendo dai dati del 2019. E i numeri dicono che dal 2019 al 2023 l’obiettivo è stato centrato solo da 8 province. Sono però 59 quelle dove il numero dei morti è comunque diminuito e 42 (compresa la Tuscia) dove invece è aumentato.

Nel 2021 sulle strade di Tuscia sono stati registrati 713 incidenti. Saliti a 787 nel 2022 e 802 nel 2023. I feriti del 2021 sono stati 1.018, nel 2022 1.171 e nel 2023 1.143. Arrivando ai morti: nel 2021 sono stati 12, nel 2022 16 e nel 2023 si è arrivati a 18. I dati Istat in merito ci permettono per il 2023 di capire anche quanto ha pesato il capoluogo con le sue strade: 342 incidenti (i restanti 460 sono accaduti su strade al di fuori di Viterbo), 401 i feriti nel capoluogo (i restanti 742 su altre strade) e 5 i morti (i restanti 13 su altre strade).

 

 

 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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