

ORTE – C’è chi va a caccia di VIP appostato fuori dagli alberghi di lusso a Roma, chi si sdraie sui prati dei concerti pur di scattare un selfie a tre metri dal proprio idolo, e chi invece lavora sodo alla stazione di servizio Q8 di Orte e riesce nell’impresa epica di respirare la stessa aria a Stash dei The Kolors… senza accorgersene minimamente.
Sì, perché la vita d’ufficio ha le sue regole ferree: la scrivania, il monitor che emette una luce mefitica, lo scorrere infinito delle fatture e, soprattutto, sua maestà la burocrazia. Quella che ti incolla alla sedia impedendoti di alzare lo sguardo anche se, a pochi metri da te, c’è un frontman da milioni di stream.
La scena comica si consuma proprio tra le pompe di benzina e i neon della Q8 ortana. Il buon Stash arriva, fa il suo bel pit stop, spegne il motore e ha bisogno di una fattura. Fin qui tutto normale. In ufficio, il nostro eroe della tastiera parte in automatico: ditta, partita IVA, codice univoco, invio elettronico. Una macchina da guerra della contabilità. Lui compila, digita, emette il documento con la concentrazione di un chirurgo a cuore aperto, convinto di avere a che fare con il signor Rossi di Viterbo o con il trasportatore diretto a Roma Nord.
Lavora, fattura, emette. Senza alzare gli occhi dallo schermo. Senza percepire minimamente l’aura pop che aleggiava nel piazzale. Per lui, in quel momento, Stash era solo una stringa di dati fiscali da sbrigare prima della pausa caffè. Poi, l’epifania.
Fattura stampata, transazione chiusa. Il collega del distributore, con gli occhi a cuoricino e lo smartphone già pronto in modalità selfie, fa per avvicinarsi al bancone per l’immancabile foto ricordo con l’autore di It’s a Life e Everytime.
Ed è lì, solo in quel preciso istante, che al nostro impiegato si accende la lampadina del secolo. Una frazione di secondo di vuoto cosmico seguita dalla classica domanda esistenziale: “Aspetta… ma chi è?!”
Siparietto da commedia all’italiana servito su un piatto d’argento. Da un lato il cantante dei The Kolors, fresco di classifiche e tormentoni estivi, dall’altro l’impiegato modello che gli ha appena fatto la fattura elettronica scambiandolo probabilmente per un rappresentante di guarnizioni industriali.
Una cosa, ormai, è certa: alla Q8 di Orte può succedere davvero di tutto. Puoi fare il pieno alla macchina, puoi incontrare le star della musica italiana, oppure puoi passare alla storia come l’unico uomo che è riuscito a ignorare Stash dei The Kolors per colpa di un F24 e di una fattura da registrare. Dopotutto, si sa: davanti al fisco siamo tutti uguali. Anche i VIP.

















