Spaccio h24 a due passi da via Marconi: residenti esasperati tra via Emilio Bianchi e Banca d'Italia
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Dinamiche che includono movimenti rapidi e la presenza costante di persone dedite allo scambio, in zone di forte passaggio e a pochi passi dalle principali arterie commerciali della città.

VITERBO — Spaccio di notte e giorno in pieno centro. Nel mirino ci sono le vie laterali alla centrale via Marconi, dove negli ultimi tempi viene segnalata una significativa concentrazione di attività legate alla vendita di sostanze stupefacenti.

Le criticità maggiori, secondo quanto riferito da chi vive e lavora nel quartiere, si concentrano in particolare in due punti specifici: l’area di via Emilio Bianchi e la piazzetta retrostante la sede della Banca d’Italia, uno spazio che si apre verso piazza della Repubblica.

Secondo le testimonianze raccolte tra i cittadini, il fenomeno non si limiterebbe a fasce orarie particolari, ma verrebbe notato con una certa continuità sia nelle ore diurne che durante la notte. Dinamiche che includono movimenti rapidi e la presenza costante di persone dedite allo scambio, in zone di forte passaggio e a pochi passi dalle principali arterie commerciali della città.

La situazione solleva interrogativi e preoccupazioni tra gli abitanti della zona, che richiamano l’attenzione sulla necessità di mantenere alta l’attenzione sul decoro e sulla sicurezza urbana. L’obiettivo condiviso da residenti e operatori economici è quello di preservare la vivibilità dei quartieri centrali, chiedendo una costante azione di monitoraggio e prevenzione da parte delle istituzioni e delle forze dell’ordine, affinché le piazze e i vicoli del centro storico restino spazi fruibili e sicuri per l’intera comunità.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Per quindici anni la madre del grande Napoleone fu sepolta nella chiesa delle Monache Passioniste a Tarquinia.
Angel porta un messaggio divino fra gli uomini, che non lo capiscono; o lo capiscono troppo tardi. Non lo hanno capito neppure a Radio1 Plot Machine…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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