Spaccio a Monte Fogliano: "Sono riusciti a stuprare un posto incantato"
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VETRALLA - "Tutti sanno, tutti vedono ma i magrebini continuano a spacciare giorno e notte senza alcun disturbo. Hanno lunghi machete, pistole e fucili. Da mesi si susseguono sparatorie e accoltellamenti, non esiste un bosco che non sia infestato da queste bestie. Li arrestano oggi, domani ce ne sono altrettanti".

VETRALLA – “Tutti sanno, tutti vedono ma i magrebini continuano a spacciare giorno e notte senza alcun disturbo. Hanno lunghi machete, pistole e fucili. Da mesi si susseguono sparatorie e accoltellamenti, non esiste un bosco che non sia infestato da queste bestie. Li arrestano oggi, domani ce ne sono altrettanti.

Sono organizzatissimi, e la roba non se la portano certo dal Marocco, vengono chiaramente riforniti costantemente dalla malavita locale. Stanno rovinando un’ intera generazione, droga a prezzi modici, alla portata di tutte le tasche, 24 ore su 24. Se non si porrà un freno a questa situazione a breve dovremo andare a respirare un po’ d’aria buona con fucili da assalto e giubbotto antiproiettile.

Se ad assistere all’omicidio ci si fosse trovato qualcuno di noi, i morti sarebbero stati due. Senza tralasciare il disastro ecologico degli accampamenti, con immondizia di ogni genere, batterie e sudiciume. Le istituzioni dovrebbero iniziare a prendere in seria considerazione questo triste fenomeno che riguarda tutti i boschi della Tuscia e del Lazio”. Questo uno dei tanti commenti che come giornale abbiamo raccolto su quanto sta accadendo nei boschi del Viterbese e in modo particolare a Monte Fogliano.

Questa zona del Vetrallese, a cui si accede dalla frazione di Tre Croci, è da circa un anno meno frequentata del solito da chi va a funghi, dagli appassionati del trekking e dai bikers. “Si fanno brutti incontri – ci racconta una persona che vuole restare anonima -. Il bosco è infestato e camminare da quelle parti può rappresentare un rischio per la propria incolumità”.

Dei ragazzi ci raccontano di avere più volte assistito a episodi strani: “Qualche mese fa stavamo camminando su uno degli stradoni che costeggiano il bosco e abbiamo visto uscire una donna. Quando ci ha visto ci è venuta incontro e ha chiesto se avevamo da cambiare 50 euro. Abbiamo risposto di no e allora è rientrata nella vegetazione. Ci siamo chiesti cosa dovesse fare con 50 euro nel bosco, ma ormai tutti sanno cosa accade da queste parti”.

C’è chi non si rassegna: “Sono riusciti a stuprare un posto incantato”. L’omicidio di sabato scorso del 36enne marocchino Abdelkrim Cheheb ha scosso un alveare. Ha spiattellato la verità davanti agli occhi di tutti e sta facendo montare la rabbia tra chi ritiene di essere stato derubato di un bosco, diventato di fatto proprietà della malavita.

Quello che tutti si attendono è un’azione durissima da parte delle forze dell’ordine: su Monte Fogliano e su tanti altri boschi del Viterbese. La reazione che le persone chiedono è quella di stroncare lo spaccio di droga diventato capillare e indecente. Uno spaccio che mette a rischio la vita di tantissime persone e soprattutto minaccia il futuro dei più giovani.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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