Sognare, immaginare e creare un nuovo giornale
fune
CNA 800x120
VITERBO - Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma. Ci siamo permessi di scomodare il postulato fondamentale di Lavoisier, legge fisica della meccanica classica, per segnare un passaggio importante che La Fune sta vivendo. 

VITERBO – Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma. Ci siamo permessi di scomodare il postulato fondamentale di Lavoisier, legge fisica della meccanica classica, per segnare un passaggio importante che La Fune sta vivendo. 

Trasformazione. Questa la parola che guardiamo, da diversi mesi a questa parte, come fosse la stella polare. Non siamo più gli stessi che nel gennaio 2014 decisero di dare vita all’esperienza di un nuovo giornale per la città di Viterbo e il territorio della provincia. Non siamo più neanche il nuovo, dopo quattro anni passati. Siamo però, almeno nel nucleo iniziale, gli stessi appassionati che sul finire del 2013 decisero di mettere al mondo una creatura fatta di impegno, costanza, sogno e testardaggine. 

Con l’obiettivo, dichiarato a tavolino, di aprire le porte di un luogo dell’informazione, della condivisione e della riflessione su ciò che accade intorno a una comunità di circa 300mila anime. In questi anni abbiamo cercato di essere diversi e di rappresentare una voce autonoma. Abbiamo raccontato storie, costruito spazi di approfondimento, avanzato provocazioni intelligenti e raccolto e proposto testimonianze.

Ci piacciono, non ne facciamo mistero, i coraggiosi. Chi sfida lo stato delle cose e punta sempre a un miglioramento, a un rilancio. Apprezziamo la misura e la mitizza e siamo convinti che queste caratteristiche siano proprie dei veri leader, in ogni campo. Riteniamo che per cambiare le cose sia necessario cambiare e ci siamo messi in discussione per primi. Quindi abbiamo aperto un cantiere, che ha coinvolto varie professionalità, e abbiamo elaborato una trasformazione grafica de La Fune. Che è quella che si sta materializzando sotto i vostri occhi. Sarà accompagnata da un cambiamento di profondità e mano a mano si costruirà sotto gli occhi di tutti un giornale più ricco, completo, poliedrico ed entusiasmante. 

Ci sono ragionevoli motivi per credere in miglioramento complessivo, che maturerà grazie al coinvolgimento di una pluralità di soggetti. Non dimentichiamo chi in questi anni ci ha sostenuto, scegliendo di sostenere un prodotto e di comunicare la propria azienda attraverso questo. Lo ringraziamo con profonda riconoscenza. Apriamo a tante altre aziende, attività e liberi professionisti. Convinti di poter garantire a tutti visibilità, riconoscibilità e sviluppi positivi del proprio business mediante la nostra vicinanza.

In ultimo ribadiamo che questo giornale esiste perché animato dalla fede nelle potenzialità di un territorio a cui siamo davvero intimamente legati. E’ un giornale che esiste in quanto espressione di una comunità, sempre più larga e numericamente significativa. Che lega e dialoga con individui, associazioni, istituzioni e mondo della produzione. 

Guardiamo al futuro perché sappiamo che ci appartiene. Navighiamo il presente senza paure e con la consapevolezza che tutto ciò che è grande prima è stato piccolo. La Fune, nato come piccolo giornale, ora è altro. E’ oltre. Caro lettore, ti ringraziamo. Ti restituiamo, migliore e più forte, il tuo giornale. 

 

 

 

 

aiac_banner_02
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
Fune 300x300
Foto Fisioterapy Center
asvis 2
domenicale post
Jeep_Compass_apex_300x300_200
aiac_banner_01
monastero interno
lafune_300 x 600
Onda
POST FB 02
Masicar300x300-optimize
TdP_Inalazioni